Cantami o Diva

In lontananza familiari ombre

Contemplano il mondo

Addomesticato come un cane alla sua catena

Che sa di casa ma è tutt’altra cosa.

Splendida risplende la tua aura

Di colori soffusi dipinti da quel genio

Che non ha volto e forse non esiste

Tanto tu sei lì, lassù nel firmamento spento

Per farti splendere

E il notturno cielo stanotte è illuminato

Del manto sontuoso della sua sposa

Piena e altera a cui gli uomini

Chiedono ascolto per  cuori infranti.

Cantami o Diva dell’ira furibonda

Di questi tempi, come un tempo cantò Omero

Di Achille e delle sue imprese

Osanniamo oggi le nostre più bieche nefandezze

Verso i deboli e gli inascoltati

Calcando la parola come arma d’offesa.

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