Questo matrimonio non sa da fare

Raccontino semi serio al tempo del Covid-19

Il vestito è pronto, lì in gruccia appeso all’anta dell’armadio.

Tra un paio d’ore arriverà l’estetista per truccarmi, la parrucchiera per pettinarmi, il fioraio con il bouquet, la macchina per accompagnarmi in chiesa.

Oggi è il mio giorno, esco dalla doccia e lo ribadisco canticchiando: “Oggi è il mio giornooooooo”.

Sono felice, finalmente mi sposo.

Il mio amore si starà preparando anche lui, abbiamo rispettato le regole, da ieri pomeriggio non ci siamo più visti, l’ultimo contatto ieri sera per la buona notte, erano le ventitré e quarantotto minuti.

Poi tra cinque ore saremo finalmente sposati e allora potremo iniziare un nuovo cammino insieme.

Suonano alla porta

“Chissà chi sarà forse le damigelle sono già arrivate? Oppure qualche vicino che viene a farmi gli auguri? Improvvisamente ho una strana sensazione, forse è solo l’emozione!”

Entra la mamma

“Devo dirti una cosa siediti per favore”.

“Mamma che faccia hai, che succede? Mi fai preoccupare”.

“Siediti tesoro, fai come ti dico!”

Ora la paura s’impossessa di me, mi siedo sul letto, con ancora l’accappatoio e i capelli bagnati, ma lo sguardo di mamma è qualcosa che mi raggela il sangue, mille pensieri si affollano in testa, sbotto: “Su mamma dimmi che succede? Non tenermi sulla graticola, non lo sopporto.”

“Tesoro quando hanno suonato alla porta era il parroco, aspetta non interrompermi non è facile nemmeno per dirti questa cosa. Allora lo sai che in Italia siamo sotto attacco di un virus che porta alla morte molte persone, noi ieri sera non abbiamo sentito il telegiornale, c’è stata la conferenza del nostro Presidente del Consiglio, ha chiuso tutto, negozi, bar, tutto a parte gli alimentari…”

Mentre mamma mi parla, io sudo freddo, forse vuole dirmi che non possiamo andare alla villa a festeggiare dopo il sì, ma devo concentrarmi su quello che deve dirmi, mi focalizzo sulla sua bocca e ascolto il resto.

“Hanno persino vietato i funerali, e tesoro anche…anche i matrimoni. Non potete sposarvi tu e Renzo!”

“Ma che dici mammaaaaaa, che diciiii”.

“È così tesoro mio, tutto rimandato a data da destinarsi”.

Rimango impietrita esterrefatta, mi viene in mente una strana analogia, io mi chiamo Agnese, il prete Abbondio, e il mio amore Renzo! Questo matrimonio non sa da fare! 

Che sia un segno del destino?

Fioralba Focardi

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