Cronaca VII- dopo 17 giorni di quarantena

Che freddo che fa, non voglio mettere fuori il naso dalle coperte, sono appena le sette e cerco una scusa per restare a letto.

Questo giovedì 2 aprile è all’insegna del freddo:” Inutile che brontoli tanto devi stare in casa, anzi no è giovedì e c’è il giornalaio, e poi il tabaccaio, poi torno e resto in casa!”

Ecco, rientro e mi manca già la strada, ma devo stare in casa, penso che l’uscita per la spesa è domani.

Oggi mi dedico a scrivere, e a panificare. Sta diventando una sana abitudine culinaria quella del pane fatto in casa, ma poi quando tutto sarà tornato normale continuerò/continueremo a dedicarci alla cucina a coltivare i rapporti familiari?

Rapporti familiari, un tempo erano diversi, io che sono nata prima di 5 figli (quattro femmine e un maschio), tre zii, 4 nonni, la vita era fatta di giornate allegre, domeniche di pranzi interminabili e girate nel pomeriggio tutti insieme.

In effetti la mia famiglia era sempre molto unita, non c’erano i nonni o i suoceri preferiti, erano tutti uguali, e tutti stavano bene insieme.

Quando si riunivano i pomeriggi domenicali, e si usciva dopo che la fiorentina aveva finito di giocare, giocavano a carte con mio babbo, quante risate, le mie nonne perdevano sempre, e asserivano che mio babbo barava! Era solo bravo a ricordarsi le carte che passavano, ma per loro era un truffaldino.

Ecco questo era lo stare insieme, la televisione stava in salotto, e quando c’erano Canzonissima e il Festival di Sanremo altre lotte, mio babbo era per Claudio Villa, mia nonna Lina per Rita Pavone, mia mamma seguiva mio babbo, il nonno Santi apprezzava la musica ma preferiva i cantanti come Rocky Roberts e Antoine, mentre io che ero la più grande ero una fan scatenata di Gianni Morandi, mentre mia zia, lei avendo più di venti anni preferiva i complessi inglesi, perciò non s’intrometteva nelle diatribe canore.

I ricordi in questi giorni la fanno da padrone, cerco e trovo tanti piccoli dettagli che fanno bene a me, costretta in casa.

E le litigate con le mie sorelle, non eravamo mai tranquille mai d’accordo se non per combinare qualche birichinata, e ne facevamo tante.

Stasera si fa silenzio?

Maicchè eccolaaaaa sono le 19 e lui puntuale boom…boom…boom…

Fortuna che la casa è solida altrimenti…m’immagino la scena di una in tuta (forse) che si deposita nel mio salotto, tra il PC e il tavolino da fumo…mi scappa una risata, ma almeno è un diversivo dal silenzio assordante che vaga indisturbato in questi giorni strani.

Oggi l’esperimento non mi è riuscito: il pane con la farina di mais è uscito dal forno troppo secco…ufff…domani migliorerò!

Fioralba Focardi

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