Cronaca VIII diciottesimo giorno di quarantena

Gli occhi sono aperti sono le 5, che palle, mi rigiro nel letto, provo a riaddormentarmi, il silenzio è una costante e m’induce in tentazione: quella di aprire la finestra e guardare il chiarore farsi giorno.

Fa freddo e torno a letto, la stanza è illuminata mi metto a leggere le notizie dal tablet, tanto per passare il tempo.

Vabbè mi alzo e vado a farmi il caffè, tuffarmi nelle varie vicende italiane e mondiali non mi va.

Il profumo che esce borbottando dalla moca mi riconcilia con l’insonnia, ma che insonnia è che sono andata a letto alle 22 ieri sera, e sette ore di sonno per me sono ottimali, e poi devo andare a fare la spesa è venerdì e mi tocca.

La sigaretta, la colazione, e leggo le notizie, ora sì che posso iniziare a organizzare la giornata.

Non mi va di uscire, che cosa strana io che per stare fuori m’invento sempre un sacco di occasioni, io non ho voglia di uscire. Non è paura è solo stress, penso alla coda che dovrò fare.

Via su usciamo, prendo il carrettino che fa zia, e mi avvio. Prima delle 9 sono già in coda…sti cazzi come direbbe Rocco Schiavone, un serpente lungo mi si para davanti, ommmmm…ommmmm…ommmmm…calma su vedrai che ce la fai.

Passa un ora e sono a metà della fila, una che fa la furba viene messa a posto da una donnina tutta intabarrata che sembra un palombaro, l’addetto alla sicurezza nota la scena e la furbetta viene gentilmente accompagnata in fondo alla fila con le dovute distanze. La tipa ribadiva seccata che lei si era sbagliata che non si capiva dove iniziasse la fila, scusa patetica, la sommossa evitata per un pelo, quelli che erano venti  posti indietro li vedevo già sul sentiero di guerra;  il siparietto mi distrae dall’assillo del che ore sono? Le gambe si stanno lamentando e il cervello le ammonisce che devono rassegnarsi a tenermi in piedi. Prendo il cellulare, tanto per far passare l’attesa, un ora e mezza e sono ancora distante dal punto che porta all’ingresso del paradiso, forse inferno, dipende se riesco a trovare tutto quello che mi serve!

Il signore davanti a me mi parla, ho le cuffie non sento, le tolgo e: “Via siamo al traguardo!”

Gli sorrido e dico: “Eh sofferto”.

Diciamo che a occhio e croce abbiamo ancora 25 persone davanti, ma almeno si vede l’entrata e sono 2 ore e 20 minuti di coda.

Esce una commessa che conta: “1…2…3…4…5…15…potete entrare, per favore iniziate la spesa dal fondo dove ci sono i surgelati”

Quando è il mio turno passo accanto e la ringrazio, lei ricambia, la gentilezza che bella cosa.

Prendo il salva tempo, eccomi che passo l’agognato traguardo.

Diligente vo in fondo, fortuna che vicino ai surgelati ci sono anche i prodotti senza glutine: “Farina, ma dove sta la farina?” Niente quella che uso normalmente non c’è, cerco altre marche e come una tuffatrice mi butto sopra i due pacchi di farina rimasti, sono due da mezzo chilo, mmmmmmm…partono i buoni propositi di pazienza, guardo, scruto, e mi arrendo a prendere un altro mezzo chilo di grano saraceno, va beh accontentiamoci! Prendo crackers, pasta! Quella che compro io “non fo” nomi ha sugli scaffali fusilli…fusilli…fusilli…e niente altro e via verso i surgelati, e il carrello si riempie anche se non ho trovato ciò che volevo.

Diligentemente seguo un sentiero tracciato dalla logica, profumeria, poi detersivi, prodotti dolciari, lievito solo quello per dolci: “ Icchè fo prendo tutto il contenitore? No su via fai la brava e pensa agli altri! Sti cazzi ( vedi su Rocco), ma gli altri ci pensano a me e a gli altri me?” Però mi comporto bene e prendo solo quattro confezioni di due, mica devo aprire una pasticceria.

E via verso nuovi scaffali, azz mi sono dimentica la carta igienica, torno indietro e: “Guarda è meglio comprare anche i guanti in lattice”… un giro dello scaffale, guanti per rigovernare, secondo giro forse non ho guardato bene, sono stressata, guanti per rigovernare sì gli altri no! E va be’ via su pazienza, il carrello è già quasi pieno e devo prendere ancora il latte tre litri senza lattosio, la margarina, perché il “burro” non posso usarlo (vedi intolleranza al lattosio) è sì non mi fo mancare niente. Intanto inizia a prudermi il naso, e mica mi posso grattare…sti cazzi ( vedi sempre su Rocco).

Finalmente arrivo al reparto macelleria, lì c’è la ressa, non stanno a distanza di sicurezza, tanti zombi: “A me la cicciaaa, ciccia miaaa!”

Vedo un varco e mi fiondo, reparto suino…agguanto costolette che da noi si chiamano rosticciana, salsicce, bistecchine, faccio mente locale di manzo che cosa ho in casa? Sì sì, ne ho abbastanza tanto la carne mica la mangio tutti i giorni. Frutta…frutta…frutta… “Ma sai icchè fo? E vo al mercato che c’è sotto casa” Idea geniale.

Mi avvio alla cassa veloce, il carrello scoppia non si chiude, prendo una busta di quelle grandi e sposto un po’ di cose lì dentro.

Pago, esco, guardo i tapini in coda, esulto perché sono riuscita nel mio intento, guardo l’ora più delle 12, e chi ce la fa ad andare al mercato?

Mi girano, ooooo se mi girano. Mi avvio alla fermata della tramvia, arriva, salgo, tre persone, mi siedo arrivo alla mia fermata, scendo, cammino per 700 metri, scendo 4 scalini, apro il portone, salgo 5 scalini, prendo l’ascensore, arrivo al mio piano, apro la porta di casa, appena ho finito tutto mi metto a dieta!

Ma tutti i venerdì a fare la spesa? Telefona una mia amica e mi dice: “ Ho sentito dire che molti vanno più volte al super mercato nell’arco della giornata”.

“ Senti”, rispondo incazzata, “devo spogliarmi, disinfettare le mani, disinfettare quello che ho comprato, mettere a posto, andare in doccia, ci sentiamo domani che di sicuro dopo crollo e vo a dormire!” Click…

Ho dormito come un ghiro fino alle 16, sento ancora lo stress che mi fuma come se fossi io la sigaretta, facciamoci una tisana: “Anche le tisane erano finite”, c’era solo una marca che a me non piace molto, ne ho preso una scatola tanto per sorseggiare qualcosa, l’assaggio: “Però arancia e peperoncino, mica male”.

Ciondolo per casa, lo stress mi ha rincoglionita, non riesco a scrivere, accendo la TV, non mi piace niente, accendo il PC “Chissà perché TV e PC si scrivono maiuscolo?”

Sono stressata la vicina boom…boom…boom…è quasi la normalità.

Torno a dormire, domani è un altro giorno si vedrà!

“Chi lo diceva? Rossella quella di Via col Vento o è una canzone? Tutte e due?

Boh…chissà se mi pensi.

Dormo.

Fioralba Focardi     

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