Cronaca XIX Ventinovesimo giorno di quarantena

Anche Pasquetta è passata, stamattina il raffreddore si è smarrito per fortuna, cammino scalza verso la cucina, il gatto deve avere giocato con le ciabatte stanotte.

Leo è un gatto dolcissimo coccolone, è sempre in cerca di coccole, detesta le porte chiuse, veramente anche gli armadi.

In salotto tutti gli sportelli sono aperti, con quelle zampette li apre e poi se ne va, gli piace rovistare nella mia borsa, quando usavo i guanti d’inverno li tirava fuori, specie quelli neri con il pelo s’sintetico intorno ai polsi. Un giorno l’ho sorpreso che lo stava leccando tutto con fusa sonore. Chissà cosa lo attrae.

Oggi scrivo, voglio portarmi avanti con il romanzo, ancora non so come intitolarlo, piano piano mi verrà in mente.

Quando ho finito il mio primo avevo scelto come titolo Tutto per uno strano caso, fu poi Massimiliano che ha fatto la prefazione a scegliere il titolo Tra due anime un destino.

Mi perdo nei preparativi di Maggie, gli abiti anni 20 che adoro, mi sono costati ricerche sulla moda del tempo. Ho fatto una selezione descrittiva, altrimenti avrei fatto un centinaio di pagine sui vestiti.

Sarà che amo la moda, sarà che l’ho vissuta fin dalla più tenera età, per me un vestito ha tutto un suo fascino, dal taglio, alle prove e al suo effetto finale. Mia mamma è sarta, e ha sempre cucito abiti anche per me e le mie sorelle.

Buttando all’aria in questi giorni, ho trovato dei tessuti che prossimamente diverranno abiti, semplici tubini, che danno eleganza perfetta in ogni occasione.

Ho svicolato dal romanzo, devo concentrarmi di più, una sirena interrompe il quasi silenzio, sconvolge al suo passaggio, chissà chi sarà su quella lettiga.

I pensieri frullano saltano come ranocchi di sasso in sasso, a volte vorrei fare click a questo tempo così assurdo, per poi riaccendere in un mondo diverso.

Penso a chi non ha le possibilità, alle persone quelle che vivono ai margini di un mondo ricco, quelli che la fame la vivono tutti i giorni, quelli che un vaccino gli arriva da lontano, e sono pochi i fortunati, come vivranno loro questa pandemia? Loro che muoiono per tanti tipi di malattia?

Come si fa a spengere questi pensieri?

Preparo un dolce di mais, senza latte né burro, trovato sul web chissà che verrà fuori.

Il profumo è soave, si è sparso per tutta la casa, ma la prossima volta ci metto meno zucchero, e meno male che ho diminuito la dose altrimenti chi lo mangiava?

È tornato il sereno nella mente, basta poco a volte per far virare la barca, portarla in acque meno profonde dove potresti restare impigliato.

Ma io voglio pensare, voglio capire come posso fare, trovare una strada per rendere questo mondo per tutti migliore.

Eccolaaaa, chissà se anche lei ha strani pensieri, oppure come molti vive guardando il suo uscio soltanto?

Boom…Boom…Boom…forse la seconda ipotesi è quella giusta?

Fioralba Focardi

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