Intervista al Pittore “Il Bottega”

Oggi il nostro intervistato è un Pittore, il suo nome non ci è dato sapere, solo lo pseudonimo con cui è conosciuto “Il Bottega”, e allora andiamo a conoscere il nostro artista.

Ciao Bottega, innanzi tutto come stai, e come vivi questi giorni?

Lavoro, faccio attività fisica, mi riposo, parlo con le persone, parlo da solo… e mi rispondo anche .

Parlaci un po’ di te.

Ho sempre fatto qualcosa di creativo oltre che lavorare e studiare, musica, modellismo, sport, “il resto del tempo è stato sperperato” …( cit. George Best ) Ma come il calabrone nessuno mi aveva detto che non potevo volare. Ho iniziato con la pittura, lo studio del paesaggio e la tecnica dell’acquerello seppur non sia facile , poi la figura con pigmenti su tavola di legno per arrivare al ritratto e la grafite sempre su tavola di legno, sono autodidatta, seppur molte persone mi abbiano aiutato negli anni, al momento ho prodotto circa 1300 lavori .

In questi giorni chiusi in casa sei più creativo, oppure ti dedichi alla cucina? Sono curiosa perché molti mi dicono che provano nuove ricette.

Purtroppo per la dieta che debbo seguire il più del cibo che assumo è frullato, seppur a detta della mia signora e di chi mi conosce sarei un discreto cuoco, quindi uso il tempo per il lavoro e la creazione sia di mie opere, che di altre cose poiché non mi riesce star fermo .

Tu sei un pittore, come nasce una tua opera?

Nasce da una luce e un ombra, che poi prendono forma, in realtà è l’opera che ti permette di esser fatta e ti guida dentro un’esperienza interiore molto forte .

Quale tecnica ti piace di più?

La grafite su tavola di legno e poi l’acquerello.

Ti chiamano “Il Bottega” parlaci un po’ di come è nato questo soprannome.

Nemmeno morto! Scherzo. Nasce da un malinteso agli inizi di questa avventura che è l’arte , ero a Firenze a Palazzo Pitti e guardavo i lavori dei maestri del rinascimento, ogni tanto trovavo citazioni tipo “Giorgione e Bottega” o “Raffaello e Bottega”, poi spostandomi nella galleria d’arte moderna dove vi erano i lavori dei Macchiaioli vedo “Zandomenighi e Bottega”, domandai alla responsabile di Sala quanto fosse campato questo Bottega che già lavorava con i maestri del passato, e lei mi illuminò sul fatto che era la bottega d’arte, che aiutava i maestri nell’esecuzione del lavoro, come Leonardo verso il Verrocchio. Visto che nessuno ne reclamava il nome decisi di utilizzarlo.

Cos’è la pittura per te?

La pittura è un espressione di ciò che altrimenti non saprei come raccontare, una vibrazione di fondo che annulla lo spazio e il tempo e mi permette di stare un po’ con la mia anima: è un Sogno…

Ti racconto un aneddoto, quando studiavo educazione artistica, ero sempre in lotta con il mio professore, ero bravina, veloce, e dato che finivo in fretta, mi dedicavo ad altro, lui mi riprendeva e mi spronava a iniziare un nuovo disegno. A me non riusciva perché nel disegnare il primo lavoro avevo messo tutta la mia energia, perciò se ne iniziavo uno nuovo sentivo che non davo il meglio. Tutta questa pippa per sapere quanto impieghi a fare un dipinto?

Poche ore! Ma debbo fare pause perché come per te, richiede molta energia.

Quale colore prediligi? 

Il blu di lapislazzuli, e i toni di grigio della grafite.

A cosa stai lavorando in questo periodo?

Sto facendo delle tavole ad acquerello per un libro per l’infanzia e cinque lavori su commissione.

Quando tutto questo sarà finito pensi che l’uomo potrà cambiare in meglio?

A – Boh… Io sono un orso B –Spero di sì almeno per qualcuno , poi sai se si era intelligenti eravamo donne…non uomini.

Fioralba Focardi

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