Cronaca XXVII Trentasettesimo giorno di quarantena

Ho dormito poco, alle tre ero sveglia, avevo in testa un pensiero da mettere giù e se non mi fossi alzata, avrei rischiato di perderlo, così sono uscita dal mio caldo tepore, e ho scritto fin tanto che il sonno non mi ha riacciuffata.

La meraviglia del silenzio notturno è un suono creativo, assomiglia a un coro sensuale che affascina la mente.

Si dovrebbe non dormire, per acciuffare tutte le emozioni, quelle del giorno e della notte, fermarle come un’immagine e memorizzarle, invece molto spesso le lasciamo fluire, perdendo il significato senza averlo recepito.

Scendere dal letto stamattina è piacevole, che strano, anche se non ho chiuso occhio mi sento riposata, il caffè mette a posto quella poca lucidità che è rimasta con Morfeo.

Leo si strofina, mi ha fatto compagnia, dormendo sulla poltrona, e ora fa le fusa come ogni mattina aspettando i grattini.

Fuori c’è il sole, e quel dong…dong…dong…che nel cortile di sotto chiama a raduno tutti gli uccellini a far colazione.

Ormai mi sono organizzata con due uscite la settimana, mi mette ansia questa cosa della spesa e della coda, che cosa assurda, ma il rispetto nei confronti degli altri è fondamentale, si muore, e si lascia soli chi ci ama, se ognuno pensasse all’altro, a ciò che perde, forse per strada ci sarebbero davvero poche persone.

Mamma mi sta dicendo che da ieri alla Coop si può prenotare l’orario per fare la spesa, così forse si eviteranno file di tre ore. Buona idea, sì molto buona, già per le persone anziane e i portatori di handicap c’è la corsia preferenziale, anche questa è una soluzione ottimale per tutti.

Rileggo quello che ho scritto stanotte, mi piace è una poesia d’amore, chissà perché è nata all’improvviso, ma tu circoli sempre nei miei pensieri, anche tu hai la corsia preferenziale, che parte dal cuore e arriva dovunque.

Stamattina sono felice!

Ballo, mentre l’aspirapolvere mi trascina per le stanze, non è un compagno perfetto ma me lo faccio andar bene, verranno giorni migliori e potrò stare nelle tue braccia.

Butto all’aria un cassetto, cercavo lo smalto verde, anche quello come quello blu chissà dove è finito, l’ho comprato insieme al rossetto verde, mi era presa la follia del verde quel giorno, in effetti il rossetto l’ho messo una volta, mi dava l’aria un po’ punk e io non lo sono: ma quando mi prende un’idea nessuno mi ferma.

C’è stato un tempo che ogni cosa aveva il sapore della scoperta, tutto mi dava la sensazione che potesse avere alle spalle una nuova avventura. Guardo il rossetto, non mi piace più, e mi ricordo di quando comprai un rossetto fucsia, era così bello, e mi stava anche bene, non sono riuscita a ritrovare un colore così, eppure quante profumerie ho girato.

La mente vaga, mettere giù le parole, il Pc è un amico solerte non si lamenta mai, lascia che le dita tocchino velocemente i suoi tasti, chissà se gli piace il solletico. Lo chiamo con ogni sorta di appellativi, non sono riuscita a dargli un nome, un nome al Pc? Eppure, ci parlo, e mi asseconda, devo trovargli un nome decente!

Lo smalto viola si è sciupato, provo a scaldarlo, ma niente, ci aggiungo un po’ di acetone, niente, mi sa che lo butto e torno al rosso, almeno per ora rosso.

Le idee vanno e vengono, come i pensieri, davvero oggi è un giorno felice, scrivo di tante cose, tutte allegre, chissà che davvero cambi qualcosa, lo ha detto anche il mio oroscopo stamattina, non ci prende mai, ma oggi chissà.

Non funziona internet, la diretta salta, pazienza sarà per domani, e leggo un po’ di una sposa che chissà se si sposerà, intanto la vicina prepara il soffitto, per il suo show quotidiano, riapriranno le palestre prima o poi!

“Che si mangia stasera?”

Mi mancava questa domanda, mentre la tipa di sopra inizia la danza: “Insalata mamma?” Lei borbotta, perché le sembra poco, oddio e che le dico? “Fettina alla griglia e insalata?”

Dai meno male che l’è andata, intanto il boom…boom…boom…è sempre più forte, ma lo sopporto con stoica pazienza, basta che non mi cada in braccio!    

Fioralba Focardi

6 Comments

  1. “C’è stato un tempo che ogni cosa aveva il sapore della scoperta, tutto mi dava la sensazione che potesse avere alle spalle una nuova avventura”. Come rimbomba questa tua frase… Gli anni, le esperienze hanno il potere di cambiare anche il nostro modo di guardare le cose, di guardare al mondo, arrivano le domande di senso, che non è più “cosa ti metti stasera?”, ma è qualcosa di più profondo… Comunque, se può interessarti, così chiudo con un sorriso sono anni che cerco una tinta color…non lo so, altrimenti l’avrei trovata! Quel colore così bello non l’ho più visto allo specchio! XD Scusa..che papiro!!! Un carissimo saluto! 🙂 🌹

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    1. Grazie del bellissimo pensiero che hai espresso, ti svelo un segreto ancora mi piace scoprire, anzi nella maturità ho ripreso a cercare la scoperta. In quanto a quel colore…mannaggia ci sono sempre quei colori che li hai in testa, te li figuri già, ma poi quando li hai davanti non sono mai come li vorresti. Un grande abbraccio🌹 🌹 🌹

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      1. Figurati, grazie a te di condividere i tuoi pensieri! 🌷 Sì anche io coltiverò sempre quest’amore per la scoperta, la curiosità non deve morire mai!!! ♥️ Un giorno lo troverò quel colore x, non mi arrenderò 💪🏼😎
        Ricambio l’abbraccio! 🌻☺️

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