Intervista a Marzia Carocci-Poetessa- Scrittrice-Editore

Oggi parliamo con una poetessa, scrittrice non che editore della A&A Marzia Carocci Edizioni, andiamo a scoprire un po’ di lei.

Ciao Marzia, innanzitutto come stai e come passi le tue giornate in questo periodo un po’ particolare?

Buongiorno Fioralba, indubbiamente questo periodo mi trova impreparata, le giornate sono lunghe e nonostante abbia più tempo a disposizione sono piuttosto deconcentrata. Sostanzialmente passo il mio tempo un po’ come tutte, pulizia, lettura, TG che certamente non aiutano a rilassarti.

 È stato difficile trovare la normalità avendo poco spazio per muoversi?

La normalità era diventata routine, impegni a orari continui, corse per concludere qualsiasi attività, organizzazione di eventi, incontri e altro. Nel momento quella “normalità” poteva sembrare un peso, a volte una difficoltà, altre ancora molta responsabilità. Adesso mi manca qualsiasi cosa; anche la più apparentemente inutile. Manca la libertà, manca l’abbraccio, manca l’indipendenza, e sopratutto mancano i rapporti interpersonali. Senza gli altri, non siamo nessuno.

Tu hai una deliziosa cagnolina di nome Kira, ti è stata di conforto, anche se i nostri amici a quattro zampe lo sono sempre, ma forse oggi lo sono di più?

Hai detto benissimo cara Fioralba, Kira, la mia piccina, i miei tre kg di amore mi hanno indubbiamente aiutata. Il poter abbracciare qualcosa di “vivo”, qualcosa che ricambia il tuo affetto, qualcosa che con te ha empatia aiuta anche a livello psicologico. Inutile dirti che da sempre amo gli animali, li amo perché veri, perché dimostratori di affetto, perché la loro fiducia nei nostri riguardi è disarmante…

 Ora passiamo alle domande difficili, tu sei poeta,  scrittrice, giornalista e editore, a quale delle quattro opzioni  sei più legata?

Nessuna forma si distacca dalle altre, ho bisogno di scrivere poesia quando qualcosa mi lavora da “dentro”, è un bisogno  quasi fisiologico, un respiro, un attimo nel quale sradico dalla mia anima, amore, gioia e dolore. Scrivere  narrativa invece mi serve come veicolo d’informazione, niente più della parola può esprimere qualsiasi argomento, la scrittura allarga vedute persino a chi scrive e non solo al lettore.È come aprire una porta mai aperta e trovare dentro tutto ciò che mai avresti saputo dell’esistenza; è creare altri mondi, storie, immagini. Puoi scrivere per denunciare, per informare, per evadere. Il lavoro di editore è invece fare quello che so fare. Correggere bozze, fare editing, preparare sinossi per pubblicizzare libri, prefazioni e recensioni sono da sempre il mondo. Ho imparato a conoscere i “miei” scrittori e poeti attraverso i loro elaborati. E’ un po’ come essere “lettore di anime”. In quanto a giornalista, non lo sono mai stata; ho fatto l’opinionista per molti anni in alcune riviste letterarie e qualche articolo su giornali indipendenti, solo per passione però.

C’è una frase che ti rappresenta?

Adoro Albert Camus; a lui mi sento vicino in una frase che condivido: Bisogna adoperare i propri principi nelle grandi cose, nelle piccole basta la misericordia.

Leggere, nella tua professione è fondamentale, trovi il tempo di leggere per il piacere?

 Ho letto così tanto in vita mia da non vedere quasi più.  Moltissimi classici, molta poesia, tanti saggi , ma non nascondo che  nel tempo libero, mi lascio travolgere dai gialli e dalla letteratura di questo genere. Amo Simenon e la Christie. Credo che la nostra mente abbia necessità di spaziare per poter giudicare. Limitarsi a un tipo di letteratura sminuisce la propria cultura.

Hai scritto molti libri, quanti di preciso?

Ho scritto sei libri di poesia, per quanto riguarda la narrativa ho scritto “Il taccuino rosso di Eleanor”, un piccolo libro nel quale sottolineo con rabbia la violenza attraverso l’ambiente domestico. Ho nel cassetto tre libri che con il tempo pubblicherò. Uno di racconti, uno di fantasy e l’altro un saggio sul valore della vita attraverso le varie esperienze umane. Adesso sto lavorando a un libro molto personale sulle radici della mia famiglia. Non è facile raccogliere testimonianze e ricercare foto di inizi ‘900- Ho anche un centinaio di poesie che vorrei pubblicare. Vediamo, ma dedico a me stessa poco tempo.

Qual’è quello a cui sei più legata?

Inutile dire che nonostante ami la poesia più di me stessa, “Il taccuino rosso di Eleanor” è il libro che più amo, non perché possa valere più di altri, ma perché ho “sputato” fuori quello che avevo bisogno di dire.

Ora parliamo dell’editing, quanto è importante oltre che leggere il manoscritto conoscere l’autore?

Sembrerà strano, ma solo leggendo prima il manoscritto, hai idea dell’autore. Non viceversa. Il conoscere la persona può in qualche modo sviare l’impressione, poiché l’essere umano tende a dimostrarsi diverso da ciò che è; vuoi per timidezza, per timore, per autorevolezza o altro. Attraverso la lettura del suo libro, comprendi invece i suoi pensieri fin nel profondo. Anche se si tratta di un libro di fantasia, l’autore mette sempre quella verità che non può fare a meno di inserire fra le righe. Ovviamente per un saggio è diverso, ma tendenzialmente riconosco l’introspezione dell’autore attraverso ciò che scrive.

  Noi a fine giugno dovevamo presentare l’antologia Donne, e parlare di alcune protagoniste del passato che hanno fatto molto per l’emancipazione femminile, dopo che sarà passato questo momento buio, sarà possibile riprendere a fare la differenza in questa società che dovrà mutare per forza di cose?

Cara Fioralba, questa è la domanda più difficile che tu potessi farmi. Contiene due risposte. La prima è sì, possiamo riprendere a fare la differenza, possiamo perché NOI ci crediamo, NOI vogliamo sperarlo e ce la metteremo tutta. L’altra risposta è che sì, la società muterà per forza di cose, la paura è un artiglio nell’essere umano, ci sarà più difficoltà nell’avvicinarsi, nello stringere i contatti, nel condividere spazi per vivere momenti che fino a ieri abbiamo amato. Ci vorrà coraggio, ci vorrà del tempo e la convinzione che tutto passa nonostante che la percezione di questo lungo periodo sarà fantasma dietro di noi. I morti non si dimenticano, il terrore neppure, il distanziamento sociale farà i suoi danni. La mia paura principale è che se fino ad adesso c’era la voglia di ritrovarsi per vivere gli stessi piaceri, interessi e condivisioni, adesso ci vorrà tanto a sentirsi padroni di noi e della nostra vita. La libertà non è solo movimento fisico, ma anche spazio morale e convinzione della nostra forza. Credo che la nostra vulnerabilità di esseri umani ci condizionerà per tanto tempo ancora. La paura è forza atavica…

Tutti gli eventi rimandati, credi sarà giusto ripartire come se non ci fosse stata un’interruzione, oppure lasciare da parte quello che non abbiamo potuto fare, e riprendere dal dopo? Mi spiego fare un po’ come nel calcio che quando un grande lascia l’attività la sua maglia resterà sua.

Praticamente ti ho risposto alla domanda antecedente questa. Ripartire non sarà facile, ma avrò la forza, la pazienza, e la comprensione di aspettare tutti i miei amici affinché si torni a sorridere, a leggere poesia, a vivere più leggermente. Ci sarà il tempo, ci sarà l’attesa, ma niente più della determinazione aiuta. Vorrei però NON DIMENTICARE, nonostante il male, il rendersi conto dei propri limiti, la paura dell’altro, il fiato corto dietro la mascherina, le mani spaccate dai disinfettanti… Voglio ricordare quanto la vita sia preziosa, quanto non ho dato peso a ciò che era importante, quanto è fondamentale l’amico/a che senti nonostante tutto sia fermo. Voglio ricordare sopratutto il DOLORE nel non poter abbracciare mia figlia, i miei cari e la paura nel proteggere mia madre di quasi 90 anni. Siamo niente di fronte al male e solo quando il male ti soffia in faccia, capisci che eri ricco senza saperlo.

Progetti letterari, a quando un altro libro tuo?

Libri già scritti, uno in lavorazione, poesie da rilegare ma conoscendomi, darò vantaggio ai miei autori che per un po’ hanno dovuto fare a meno di me.

Fioralba Focardi

Prima di salutarci Marzia, volevo chiederti tu sei Presidente dell’associazione Amici e Autori di Marzia Carocci. So che è nata per caso, vuoi raccontarci come?

Da sempre ho organizzato eventi artistici e tutti gratuiti per dare possibilità anche ai giovani di potervi accedere. Spesso è stato un sacrificio personale poiché gli spazi per diversi anni li ho dovuti affittare con spese personali senza nulla chiedere in cambio. Alcune volte ho dovuto anche pagare la SIAE per essere in regola là dove dovevo esserlo. I miei incontri includono artisti di ogni arte: pittori, scultori, poeti, cantanti, attori, fotografi, musicisti, quindi i luoghi per poter accettare tutti devono avere diversi posti a sedere. Questo mi portava ogni volta a spese che non avrei potuto sostenere. Un amico mi consigliò di aprire un’Associazione Culturale che mi permettesse attraverso questa, di pagare almeno i luoghi dove poter organizzare al meglio i miei eventi. Fu proprio lui stesso che con mia sorpresa a un mio incontro, portò un blocchetto per ricevute generiche e (in diretta) al pubblico in sala chiese chi volesse diventare socio di Autori e amici di Marzia Carocci pagando la quota d’iscrizione di euro 10,00. Non me lo aspettavo e devo dire che mi emozionai come una scema. Non dimenticherò quella giornata. Tutti aderirono, tutti propensi ad aiutarmi. Devo dire ancora “grazie Fabio”! Dopo qualche giorno, facemmo incartamenti regolari per essere legalmente riconosciuti come Associazione artistico Culturale. Il tesseramento ha il prezzo bloccato di euro 10,00. Non aumenterò mai questo contributo poiché trovo ingiusto tassare l’arte e gli artisti e poi perché a questa cifra possono aderire i giovani.

Fioralba Focardi

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