Cronaca XXX quarantesimo giorno di quarantena

Oggi è festa, è il 25 Aprile. La bandiera è già da più di un mese che svolazza sul balcone in segno di unità. Oggi non vorrei sentire le solite polemiche, è un giorno importante per la nostra Nazione, dovrebbe essere per tutti un giorno di consapevolezza.

Questi pensieri appena sveglia, iniziamo bene meno male sto a casa (del resto come tutti) così non discuto.

Caffè nero bollente, fa bene, risveglia la sottoscritta regalandole spensieratezza.

Come farà il caffè a farmi cambiare d’umore? Me lo chiedo sempre, la mattina senza una tazza di quel nero liquido non parte bene.

Alla radio, parlano di questo 25 Aprile, delle polemiche e dei festeggiamenti che non si possono fare. Ma a mio avviso non è sono importanti grandi manifestazioni per ricordare un giorno fondamentale per la nostra democrazia, basta ricordarsi dentro di noi che è questa data e quel giorno speciale che ci permette di essere liberi.

Capisco ogni ideologia, la capisco perché credo nella libertà di pensiero, ma non sopporto la retorica e la garrula frequentazione di certi individui alla negazione di ciò che è stato.

C’è il sole, e mi metto in terrazza, nel pomeriggio canteremo dalle terrazze Bella Ciao, è giusto? La domanda che molti si fanno polemicamente, non lo so, ma credo che faccia bene un po’ a tutti.  

Il Presidente della Repubblica solo all’Altare della Patria, è un’immagine forte, segno di tempi un po’ così che ci vedono costretti a privazioni, quelle privazioni che furono di tutti gli italiani in quei giorni di guerra, e se loro riuscirono a farcela, con le macerie un po’ da per tutto, con tutto da ricostruire e da reinventare, perché non possiamo riuscirci noi, che comunque abbiamo molto di più di allora?

Ho finito le sigarette, mi vesto, e vado a comprarle alla macchinetta, lo so che dovrei smettere di fumare, che fa male, ma ci proverò domani.

Gironzolo un po’ duecento metri, come li calcolo? Mi accontento del giro dell’isolato, certo che mi sono vestita per bene, gonna e calze, quelle che ancora non si sono smagliate, devono resistere fino a quando non le venderanno di nuovo.

Certo che mi mancano certe abitudini, certi meccanismi che innescano la vanità, calze vestiti, trucchi e profumi, ora mi accontento dell’ultimo che mi è rimasto: fragranza al “papavero rosso”, comprato in farmacia, l’altro è finito da più di un mese, non scrivo il nome farei troppa pubblicità, ma ha il nome di alcuni film di fantascienza, mi piace un casino, il profumo ovviamente, quei film no, non mi piacevano, vedo l’alieno meno crudele di come lo avevano creato.

Ritorno a casa, la mascherina mi sta soffocando, la sinusite in questo periodo è una costante, e questo aggeggio non aiuta di certo. Il dottore dice che devo bere di più, io che non sopporto le medicine, devo prenderle per rilassare le mucose e respirare.

Mamma mia che palle, queste giornate inconcludenti, eppure scrivo, leggo, cucino, ma mi mancano i musei, e i cinema chissà quando potrò tornare a frequentarli.

Mi sei venuto in mente all’improvviso, vorrei arruffarti i capelli, sentirli setosi tra le mie dita, quel colore indefinito che fa di te un uomo affascinante, non montarti la testa, ma ogni tanto te lo devo dire, che sei unico, che sei speciale.

Ma eccola, oggi è in anticipo, la saltimbanca, con la grazia di un elefante, quel suo saltare sembrano scoppi di bombe. Va beh, è la giornata che porta a paragonare le bombe ai salti della vicina.

Boom…Boom…Boom…

Fioralba Focardi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...