Intervista al poeta Mattia Cattaneo

Oggi intervistiamo Mattia Cattaneo, giovane poeta scrittore e conduttore radiofonico.

Ciao Mattia, innanzi tutto come stai, tu che abiti a Bergamo hai vissuto questi giorni a stretto contatto con questo virus. Come hai reagito e soprattutto come è stato vivere con la paura del contagio?

È stata senza dubbio una prova molto dura e lo è ancora oggi nonostante questo previsto allentamento delle misure. Qui in questo epicentro del focolaio la paura ha assalito ognuno di noi, la paura di un contagio che potesse poi essere sempre più pericoloso. Sono preoccupato ma al contempo speranzoso.

Tu sei un poeta, cosa significa la poesia per te?

Come dico spesso nelle varie interviste o presentazioni letterarie per me la poesia è midollo e ossa, è una parte di me essenziale e profonda dal quale non potrò mai staccarmi, è un legame inscindibile e va al di là della semplice trasmissione di emozioni e sensazioni, diventa col tempo un modus vivendi, un grande abbraccio sensibile e accorato alla vita dove è possibile approcciarsi all’esistenza con una maggiore delicatezza, con quella stessa poesia che poi scrivo su un foglio.

Ti ha condizionato questa situazione nello scrivere?

Direi parecchio, io abituato a dividermi tra lavoro e incontri letterari, presentazioni o teatro è stato il tempo della sospensione, del raccoglimento in me stesso nella profondità più profonda dell’io medesimo.

Hai pubblicato libri, se sì quanti, e i titoli.

Ho iniziato nel 2016 con la prima silloge dedicata all’amore dal titolo “Dritto al cuore”. Ebbe un riscontro discreto ma ancora dovevo entrare in questi ingranaggi e così poi nei due anni successivi ho pubblicato “La luna e i suoi occhi” e “Tracce di me” , due raccolte poetiche che trovate su Amazon o altri siti librari, tutti e tre editi da Antologica Atelier Edizioni. Il cammino della poesia nasce così Tra il 2018 e il 2019 nascono due romanzi, altro genere in cui mi sono cimentato, fondendo poesia alla prosa. “E le stelle brillano ancora” nel 2018 e poi “Dove sento il cuore” nel 2019 a cui ho allegato una mini raccolta poetica molto forte dal titolo “Sarò Notte o forse Inverno”.

Sono curiosa: come si approccia un trentenne alla poesia, ma soprattutto all’editoria?

Eh, me lo chiedevo anche io quando ho iniziato questo percorso, un cammino fatto di soddisfazioni ma anche delusioni. Da tutto questo si impara. Ho sempre avuto un rapporto difficile con l’editoria, poi conobbi Atelier e fui soddisfatto. Successivamente ho deciso di autoprodurmi e di fare in proprio, gestendo tutto: costruzione libro, talvolta la grafica e la promozione sui canali vari dalla stampa al web passando per le tv locali sino alle presentazioni, cuore e motore per chi pubblica e vuole condividere il libro.

Tu curi un blog come me, io lo trovo diverso da gestire, forse le persone hanno più voglia di leggere lì, fb è un po’ una vetrina, a me a volte viene il dubbio che guardino più la foto che leggere ciò che ho scritto. La tua sensazione?

Il mio blog nasce come condivisione di recensione di libri, segnalazioni e uscite librarie o di eventi culturali. Una sorta di mini salottino culturale in cui si può trovare qualcosa di interessante. Fb è un mondo vasto popolato da egoisti, palchettisti e “vetrinisti” come  li chiamo io ma anche da gente seria, rispettosa. Insomma è variegato il bacino d’utenza. Nel mio caso trovo che il gruppo FB che porta lo stesso titolo del blog “Vento d’emozioni” sia più letto e visitato del blog stesso per una questione di immediatezza e praticità, una persona si trova già su FB e quindi accede al gruppo. Ma anche il blog è uno strumento molto valido.

Ho visto un tuo link e ho scoperto che hai una trasmissione radiofonica, come hai iniziato e soprattutto parli di poesia?

Ho iniziato dapprima sul web con una web radio, ho sempre desiderato condurre una trasmissione radiotelefonica e anche televisiva. Successivamente grazie all’amica poetessa Ornella Mereghetti sono entrato a far parte di Pienneradio, emittente locale bergamasca. Parlo di poesia e intervisto anche autori, sia di prosa che di poesia per entrare nel loro universo letterario, sapere cosa è per loro la scrittura, la Parola che diventa verso.

Cos’è la poesia?

La Poesia è un linguaggio custodito dall’anima e che dalla profondità emerge e ci restituisce le parole.

I poeti moderni hanno poco del poeta classico, è un difetto? Te lo chiedo perché per me la poesia deve nascere anche dal momento storico in cui si vive, la poesia deve essere libera.

Penso che la Poesia debba essere libera al di là dei canoni e delle metriche. Per me Poesia è anche lo sguardo di un bimbo o il cinguettio di un uccellino. La libertà di scrivere e di essere poesia non ce la deve togliere nessuno.

Ti piace più leggere libri di poesie o narrativa?

Non ho una preferenza in particolare anche se non nego che da autore di poesie, esse riescono a stravolgermi, entrarmi dentro e nutrire l’anima.

Nuovi progetti?

Attualmente ho vari fronti aperti, innanzitutto spero di portare a terminare le ultime presentazioni del romanzo “Dove sento il cuore” sospese a causa della situazione di pandemia, ritornare in scena con le letture teatrali dell’associazione mia e dell’amico Carlo Arrigoni. Scrivo continuamente e nel cassetto giacciono una raccolta e una storia nuova. Non so che destino avranno, sono li e deve maturare il tempo come per il grano, c’è un tempo per tutto.

Finita questa situazione di emergenza, avremo imparato qualcosa? 

Mi auguro che possa tornare in auge la sensibilità e la condivisione, due punti che abbiamo perso perché la velocità e il materialismo avevano preso il sopravvento. Mi auguro di trovare cose nuove, e sarà vivere un mondo nuovo. Sta a noi fare la nostra parte.

Fioralba Focardi

1 Comment

  1. Mamma mia… Mattia, ma io – nulla al quadrato! – come faccio a non sentirmi in imbarazzo ad essere fra i contatti di una simile “punta” della nuova letteratura? Sono davvero imbarazzata. Scusami se la mia presenza fra le “amicizie di Facebook” svaluta il tuo rango di Scrittore!

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