Cronaca XXXVIII quarantottesimo giorno di quarantena

Il solletico mi sveglia, i baffi di Leo sfiorano una guancia, un miagolio lieve come a dire  buon giorno, e scende dal letto.

“Ehi, dico a te, potevi portarmi il caffè a letto però!”

Ma lui è già scomparso, me lo ritrovo in cucina, vuole assaggiare il dolce con cui fo colazione.

“Tanto non lo mangia”. Sentenzia mamma.

Invece eccolo lì a spolverare le briciole che ho lasciato per lui. Mamma borbotta e se ne va in terrazza, mentre micio e io facciamo colazione, tanto la torta è super dietetica!

Dovrei uscire per andare a prendere le mascherine, vediamo se stamattina riesco ad avere la mia fornitura.

Quando Firenze fu alluvionata, si andava a fare la fila per l’acqua, si partiva da casa con le taniche, per recarsi a Villa Basilewsky, o alla Stazione dove c’erano le cisterne militari per l’approvvigionamento. Nella mia ingenuità quelle uscite erano una piacevole novità. Di quel periodo non ricordo altro delle code, i miei genitori, e i nonni non ci facevano pesare a noi bambine quella situazione così difficile. Ma non ricordo chilometriche code.

Via su andiamo in farmacia, tanto ho deciso che se non ci sono quelle che passa la regione,  compro quelle chirurgiche, trovassi anche i guanti…magari.

Dieci persone davanti, santa pazienza, sempre la fila c’è da fare. Il cartello all’entrata dice che le mascherine sono finite! Va beh, le compro e non mi rompo più le scatole, ci penserò la prossima settimana.

Quanta pazienza ci vuole, vorrei capire come mai mancano sempre, se al banco devi dare la tessera sanitaria e te ne danno dieci per volta? Appena i’ Sindaho fa la diretta, gli fò questa domanda: “Sindaho, perché mancano sempre le mascherine quelle che sono gratisse?” Vediamo icchè mi risponde!

Mi fa incazzare anche il dottore, quello mio, ha deciso che ho il raffreddore per telefono, ok, va bene, ma io non respiro, ho preso le pasticche che mi ha prescritto, ma dopo tre giorni non è ancora cambiato niente. Pensare che abbia bisogno di un po’ di cortisone per risolvere la situazione? Cazzo non dormo, perché non respiro: “Non usi gli spray, che le fanno peggio, solo la soluzione fisiologica, mi raccomando!” Mi fa male il setto nasale, è sinusite, è sinusite, è sinusite!

Non sono un dottore, e devo stare alla diagnosi, intanto in due giorni ho lasciato sessanta euro in farmacia! Sti cazzi!

Domattina operano mia zia al ginocchio, mamma è già agitata, non può stare con lei in ospedale.

“Lei lo sai quando le fanno l’anestesia, va sempre di fori, non ragiona”.

“Guarda mamma che le fanno l’epidurale, e l’operazione sarà breve, stai tranquilla”. Ma intanto borbotta, per fortuna oggi si può uscire, andare un po’ più lontano dei duecento metri, così la va a trovare, per rassicurarla.

La mamma e la zia sono alte poco più di un metro e una spanna, in famiglia le chiamiamo le Kessler, e se iniziano a parlare di politica non ce n’è per nessuno.

Zia comunque ha fatto la balia ai pronipoti, tutti le vogliono bene, in effetti con lei, hanno sempre fatto tutte le marachelle del mondo.

Se dovessi raccontarle tutte…meglio soprassedere, però forse prossimamente potrebbero nascere dei racconti.

Stasera niente boom… boom… boom…?

“Per forza stamattina ha iniziato quando tu sei uscita”.

Che bella notizia, che abbia cambiato orario per il suo leggero movimento?

Domani si vedrà!

Fioralba Focardi

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