Cronaca XLI cinquantunesimo giorno di quarantena

Pensare è un’opzione fondamentale del vivere.

In effetti io penso troppo, specie quando la notte non riesco a dormire. Con questo problema del raffreddore-non raffreddore, la notte la passo quasi sempre in bianco.

E ora alle 6 e 30 di un giovedì mattina uguale a tutti gli altri giorni, mi ritrovo con la testa pesante (se ci metto una N diventa pensante) come cambiano di significato aggiungendo o sottraendo consonanti o vocali: le parole! 

Potrei anagrammare caffè, ma per caffè non c’è nessun anagramma. Meglio così poso la tazzina, e la riempio per un’altra buona dose, devo svegliarmi.

Ancora non ho allungato le gambe per più di un km, mica devo farmi prendere dalla sindrome del prigioniero. È la libertà condizionata che non mi piace, dover giustificare il perché vado in un certo luogo, anche se da lunedì non dovrebbe più essere così, ma ancora devo capire bene.  

 Niente di nuovo tranne l’affitto per me…canta Zucchero, e daiiii ma smettila che l’ho pagato martedì.

Non voglio pensare, non voglio pensare alle spese che questo mese saranno tante, inizio del mese stressante: maggio ci vuole coraggio, la butto a ridere tanto le cose non cambiano.

Devo inventare una protagonista ricca, ricca, ricca, e poi? Non so cosa significhi essere RICCA, però potrei inventare viaggi da 50 mila euro, cene in da 1000 euro a testa, mi metto a ridere, icchè si mangia con 1000 euro a testa?

Devo andare su Google per capire che cibi potrei mangiare in una sola cena, che poi se mi dai piatti abbondanti è un casino, lascio metà, e non mangio altro, ho uno stomaco piccolo, abituato a mangiare poco e spesso, infatti mangio cinque sei volte al giorno, zitti è che non sono grassa, se lo pensate mi arrabbio.

Come sono gentile oggi, direi una signora, niente parolacce, niente improperi alla Rocco Schiavone, se volete però ce lo metto “e sti’ cazzi”.

Ho buttato all’aria il contenitore delle calze, vorrei mettermi una gonna corta, ma quelle 20 denari, sono smagliate, dovrei mettere quelle coprenti, ma fa caldo!

Aprite i negozi d’abbigliamento, per favore, per favore, per i capelli mi arrangio.

 Più tardi un’altra visita, mia nipote con il fidanzato, che bellezza poter rivedere gli affetti, anche se per brevi visite, con mio figlio stiamo confabulando per un’altra cena, mi sento come una bambina che fa una marachella.

Nella cassapanca in salotto, ho trovato alcune stoffe, tubini, tubini, tubini, ho deciso che mi farò almeno tre tubini, vanno bene per ogni occasione, con un filo di perle poi, oggi mi sento scicchettosamente sciccosa.

Potrei farmi una seria di diversi colori eh…eh…eh…solo se aprissero i negozi…

La Maggie del mio romanzo, si è fatta fare un guardaroba niente male, oggi è la giornata delle farneticazioni sul lusso e sulla vanità mi sa.

Quasi quasi e vo a prendere il gelato, ovviamente da asporto, così la merenda diventa dolce dolce.

Poi appena la vicina inizia a saltare, la seguo, così i vicini di sotto provano il brivido dell’elefante sul capo.

Infatti, in anticipo di dieci minuti eccola, icchè l’avrà da fare stasera, miha la vorrà uscire, che l’hè tutto chiuso!

Boom…boom…boom…il meteo dice che dovrebbe andare a temporali…lei l’hè dimorto avanti coi toni.  (con i tuoni)

Fioralba Focardi

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