Cronaca di un cappuccino

Giornata nuvolosa!

Dovevo andare in centro per commissioni. Prendere la tramvia è già malinconia, scendere alla stazione e trovarla quasi deserta diventa desolazione emotiva.

Quando poi trovo un bar aperto che prepara cappuccini, caffè, e altro, mi sono fermata, sulla soglia ho ordinato, ho pagato, e sempre sulla soglia ho ricevuto il mio cappuccino in un bicchiere da asporto.

L’ho consumato in disparte sul marciapiede, parlando con un vigile, un postino, e il barista, tutti a debita distanza.

A un certo punto mi sono commossa e sono scese due lacrime, dopo due mesi una piccola parvenza di normalità cosa può fare!

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