Cronaca XLV cinquantacinquesimo giorno di quarantena

Lasciatemi stare che oggi non è cosa, non ho dormito molto, ho fatto fuori due bottiglie d’acqua durante la notte, forse se avessi fatto un buon vin brulè, avrei fatto meglio, mi avrebbe fatto bene, avrei dormito!

Più tardi telefono al dottore, se mi parla ancora di raffreddore: mi sente!

Devo calmarmi, altrimenti do di matto e non è il caso, devo concentrarmi, devo andare per uffici e devo mettere insieme dei documenti, devo essere l-u-c-i-d-a-!

Sono stanca, mentre ero in tramvia ho cercato di scrivere un po’ ma niente, non sono riuscita a mettere giù due parole, la testa davvero oggi non funziona.

Mamma ha già preparato il pranzo, e ha già attaccato con la solfa del dottore.

“L’ho chiamato, l’ho chiamato, ho appuntamento venerdì mattina, prima non c’è posto!”

Non so se riuscirò ad arrivare a venerdì, ma ormai di questi tempi l’attesa è una costante.

Quanto ho dormito, sono le 18, che cavolo avevo da fare, avevo da scrivere, avevo da dipingere, avevo da mettermi lo smalto, avevo da leggere.

Non ho fatto niente, una tazza di thè, accendo la Tv, guardiamo qualcosa, ma niente mi rimetto a dormire.

Chiudo la cronaca: ore 20 e 20, mamma mi viene a svegliare: “La cena è pronta”.

Non ho sentito nemmeno la vicina saltarella con il suo boom…boom…boom…

E ora stanotte chi dorme?

Domani ve lo racconto!    

Fioralba Focardi 

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