Intervista alla Maestra Lea

Oggi l’intervista è a una persona speciale, un’amica che conosco e apprezzo per le sue doti umane: Maestra Lea, come la chiamano i suoi allievi.

Ciao Lea, come stai e come vivi questa quarantena?

Ciao Fioralba , sto bene però mi sento un po’ inquieta ,questa quarantena mi ha destabilizzata ,ho perso i miei ritmi , e le mie abitudini sono cambiate,tutte le giornate iniziano e finiscono alla stessa maniera e mi ritrovo, sempre più spesso, a chiedermi che giorno è, e  a guardare il calendario per scoprirlo .Certe mattine mi sveglio e faccio fatica a realizzare che tutto questo ,non è un brutto sogno, ma la dura realtà che stiamo vivendo.

Tu sei maestra, e quest’anno se non sbaglio hai iniziato una nuova avventura con i bambini di prima elementare, come stai gestendo questo blocco scolastico?

Sì, quest’anno ho iniziato un nuovo ciclo e intrapreso un piacevole cammino con i miei piccoli, con i quali affronterò quest’avventura. Questa situazione mi ha trovata impreparata,  e allo sgomento iniziale è subentrato un po’ di timore per la gestione della DaD, con dei bambini così piccoli. Dopo la primissima fase,in cui ci si è mossi un po’ a tentoni, ho cercato di prendere in mano la situazione e continuare a fare il mio lavoro nel miglior modo possibile.

Tu sei severa e dolce allo stesso tempo con i bambini, riesci a trasmettere la passione del tuo mestiere che è insegnare, è difficile prendere “in mano” nuovi allievi con caratteri ancora da formare?

Mi chiedi se è difficile prendere “in mano”nuovi allievi, sì lo è! Non solo è difficile, ma è anche una grande responsabilità, i bambini così piccoli si fidano e si affidano a te, diventi un loro punto di riferimento, devi essere sempre pronta ad ascoltarli e a capirli anche quando non parlano, a volte i loro occhi dicono molte più cose di quanto si possa immaginare. Devi essere lì per asciugare le lacrime, farli sorridere in un momento di tristezza, incoraggiarli e spronarli in ogni momento.  Però i bambini sono esseri speciali e basta un loro sorriso o un abbraccio per ripagarti di tutta la fatica, ti riempiono il cuore di gioia!

È difficile vivere questa situazione, soprattutto per i bambini, hai modo di parlare con loro?

In base alla mia esperienza,i  bambini si adattano con molta facilità alle nuove situazioni, ma in questo caso la segregazione a casa è difficile, considerando la vivacità legata alla loro età e la voglia di correre e giocare che non li abbandona mai. Per i genitori è ancora più difficile, devono fare gli equilibristi fra gestione degli spazi, collegamenti con gli insegnanti e compiti da dover scaricare e far svolgere ai bambini, il lavoro da casa e mille altri problemi da risolvere.

Noi ci conosciamo ormai da quasi quattro anni, ti ho vista alle prese per gli eventi artistici che hai creato per loro durante l’estate, quanto è importante per i bambini approcciarsi all’arte?

I bambini sono pieni di energia ma anche di fantasia e creatività, secondo il mio parere è molto importante farli accostare all’arte sin da piccoli. I bambini sono  paragonabili a delle spugne e riescono ad apprendere  con molta facilità, l’arte fa parte della nostra vita nelle sue molteplici forme, ma imparare a conoscerla , a riconoscerla e ad apprezzarla sin da piccoli, è un arricchimento per la mente.

I bambini che ho conosciuto nei tre eventi dal 2017 al 2019, hanno fatto un bellissimo percorso artistico, dalla fotografia alla pittura, i bambini sono stati liberi di scegliere immagini e artisti a cui ispirarsi, ti ha stupita la loro sensibilità?

No, non mi stupisce affatto la loro sensibilità, lavoro con i bambini da più di trent’anni e so di cosa sono capaci, la grande sensibilità di cui sono dotati è solo uno degli aspetti  del loro “essere bambini”.

Cosa pensi dovrebbe cambiare nell’insegnamento?

La scuola può e deve migliorare, ma non deve perdere la sua funzione primaria. Io  ho accolto mal volentieri la riduzione dei programmi e l’abolizione degli esami, non li trovo funzionali, opterei invece per una rimodulazione degli orari e delle materie stesse. Inoltre, credo che il rapporto diretto degli insegnanti con i propri alunni, non possa essere sostituito in alcun modo.

La scuola in seguito allo stop forzato del covid-19, sarà diversa, basterà il tempo per organizzare e far riaprire a settembre?

Mi piacerebbe poter rispondere a questa domanda, purtroppo non lo so, ma sono fiduciosa, spero  e credo che si impegneranno affinché questo si realizzi nel migliore dei modi .

Domanda insidiosa, quest’anno è finito a marzo, è giusto passare tutti oppure sarebbe meglio ripartire con la perdita di un anno scolastico? Te lo chiedo perchè ho sentito varie opinioni a riguardo.

Tutti gli alunni hanno frequentato la scuola  per sei mesi e continuato a studiare con la dad, per cui non vedo il motivo per il quale dovrebbero perdere l’anno scolastico, questo ovviamente è soltanto il mio modesto parere.

Quando tutto questo sarà finito, l’essere umano  avrà capito che dovremo modificare un po’ il nostro modo di rapportarsi al debole, oppure riprenderemo con le vecchie abitudini?

Quando tutto questo sarà finito, sarebbe auspicabile e sarei felice se facessimo tesoro di questa terribile esperienza, se diventassimo tutti più umani, al di là delle parole. Mi piacerebbe poter affermare “credo negli esseri umani”, ma l’esperienza mi ha insegnato altro, a volte mi illudo ancora che qualcosa possa cambiare e spero  che il genere umano faccia un salto di qualità, magari con le future generazioni, chi può dirlo…

Fioralba Focardi

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