Richard Feynman

Richard Feynman è nato 11 maggio del 1918 a New York e morto il 15 febbraio del 1988 a Los Angeles. Fisico divulgatore scientifico, premio Nobel nel 1965 per la fisica.
Detto questo mi sono imbattuta nella sua persona così carismatica, innovativa e geniale, leggendo un articolo su Focus di cui sono un’abbonata. Nella sua infanzia e dal suo rapporto con il padre,( a mio avviso uomo intelligente, e lungimirante) ha appreso un fondamentale insegnamento La differenza dall’imparare una cosa, e capirla. Cosa vuol dire questo? Fondamentale è imparare a osservare ciò che ci circonda per apprendere e mettere in pratica ciò che si è imparato. Ho scritto uomo carismatico, perché alla mia prima sensazione e dopo aver guardato un video in cui spiegava per la BBC cosa fosse il calcolo scientifico, l’ho trovato un uomo con un carattere pieno di vitalità contagiosa e soprattutto, con una curiosità infinita collegata al suo quoziente intellettivo, che lo ha portato fin da bambino ha cimentarsi nelle più svariate attività. Con lui doveva essere semplice imparare e comprendere. In fondo all’articolo vi posterò il link dove guardare la sua storia attraverso le persone che lo hanno conosciuto.

Davvero mi sono incantata per quasi un ora ad ascoltare la sua storia. All’età di undici anni conosce così bene le radio, che le smonta e le studia e persino le ripara. A 15 si diletta con l’analisi matematica e il calcolo differenziale, mettendo a punto un suo personale sistema per rappresentare le funzioni trigonometriche. Quando è solo progetta congegni e piccole invenzioni, per gli amici invece si esibisce in giochi di magia. Oppure quando inserito nel Progetto Manhattan per il progetto bomba atomica, nel New Mexico Los Alamos si distingue per la sua intelligenza, ma si annoia così inizia a scassinare le casseforti dove vengono tenuti i progetti.
Per lui è una nuova prova d’abilità, come risolvere un problema matematico, ci vogliono metodo, pazienza e numerosi tentativi. In quel periodo però la sua vita è messa di fronte alla morte della moglie, con lui fin dai tempi del liceo. Muore giovanissima a soli 25 anni per tubercolosi. Uomo con notevoli doti non solo umane, dopo la guerra insegna in vari istituti, ma nel 51, si prende un anno sabbatico e approda in Brasile, l’atmosfera che si respira negli Usa in quel periodo non gli piace, così Rio De Janeiro lo accoglie, di giorno insegna, di notte coltiva la sua passione per la musica. Sfila persino in costume per il carnevale. Il suo pensiero è a mio avviso proteso verso un mondo nuovo, all’università di Rio cerca di trasmettere nelle sue lezioni il suo pensiero cercando di instillare negli studenti la fiamma della curiosità e dell’immaginazione. Ma resta deluso, non riesce a scardinare l’apprendimento meccanico e nozionistico nei suoi studenti.

Non vedevo a cosa servisse un sistema di autoriproduzione nel quale si superano esami per insegnare ad altri a superare esami, senza che nessuno impari mai niente.

Questa frase che si trova nel suo libro “Sta scherzando, Mr. Feynman, la dice lunga sul suo pensiero. “Sono fatto così: voglio sempre capire”, scrive sempre nel suo libro.

Un altro passaggio che racconta l’uomo Feynman è in queste sua lettera del 1967, aveva già preso il Nobel per la Fisica nel 1965:

“Il fatto che io percuota un tamburo non ha nulla a che vedere con il fatto che io mi occupi di fisica teorica. La fisica teorica è un’impresa umana, uno degli sviluppi più alti degli esseri umani – e trovo che questa continua voglia di dimostrare che le persone che la fanno sono umani, mostrando che fanno altre cose che pochi altri esseri umani fanno (come suonare i bongo) è un insulto nei miei riguardi. Sono abbastanza umano per dirvi di andare all’inferno”.

E In un’intervista alla BBC dirà:
Non vedo per quale motivo qualcuno dell’Accademia Svedese debba decidere se questo lavoro sia abbastanza nobile da ricevere il premio. Il premio l’ho già ricevuto. Il premio è il piacere della scoperta, il contributo alla ricerca, il fatto che la gente usa il mio lavoro. Sono queste le cose reali. Le onorificenze non sono reali, secondo me. Non credo nelle onorificenze.
Vi ricordate il disastro dello Space Shuttle Challenger che esplose dopo 73 secondi dal decollo, e morirono 7 Astronauti?
Richard Feynman partecipa alla commissione di inchiesta ordinata dal Presidente Ronald Reagan. Raccoglie informazioni e intervista gli ingegneri della NASA. Nonostante le pressioni ricevute per starsene zitto, decide di fare luce sulle reali cause del disastro. Ancora una volta, si comporta come un pensatore libero (facile da dire, molto meno da fare).Quattro mesi dopo, in diretta Tv, spiega come una guarnizione O-ring della navetta non abbia retto le basse temperature. Per dimostrarlo, ne immerge una uguale in un bicchiere di acqua ghiacciata. In diretta tv la guarnizione si spacca. Una spiegazione lampante.
Questo fu il suo ultimo atto pubblico, malato da tempo ci lascerà nel 1988 a soli 69 anni. Lasciandoci più ricchi credo, ma forse senza la sua luce: quella di un Uomo intelligente a tal punto da definirsi Umano!
Fioralba Focardi

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