Zohra Shah aveva otto anni e una vita davanti. Articolo di Lorenzo Tosa

Articolo di Lorenzo Tosa

Zohra Shah aveva otto anni e una vita davanti.

È morta ammazzata di botte da una coppia di Rawalpindi (Pakistan) per la quale lavorava come domestica. La sua “colpa”? Ha liberato due pappagalli dalla gabbia, facendoli volare via. Tanto è bastato per scatenare la furia omicida dei suoi carnefici, che l’hanno torturata, colpita al viso, alle mani, ripetutamente percossa all’addome e alle gambe, forse persino abusata sessualmente.

Una volta in ospedale, i medici hanno fatto di tutto per salvarle la vita. Ma ormai non c’era più nulla da fare per Zohra, ammazzata a 8 anni per la sola colpa di essere nata femmina (non ancora donna) e povera, in un mondo, e in una società, che non ti perdona né l’una, né l’altra cosa.

Talmente povera, che la sua famiglia non si è neppure potuta permettere le spese per riportare il suo piccolo corpo nel villaggio natale.

Zohra non è la prima schiava bambina ad essere brutalmente seviziata e uccisa in Pakistan. Il mondo implora che sia l’ultima. Al punto che, sull’onda dell’eco della sua vicenda, prima i suoi assassini sono stati assicurati alla giustizia e poi il ministro dei Diritti umani pakistano, Shireen Mazari, ha promesso importanti modifiche a tutela del lavoro domestico e minorile.

Nessuno può restituire a Zohra la vita. Ma possiamo far arrivare la sua storia il più lontano possibile per concedere a lei – e non solo a lei – giustizia e dignità. Tutto quello che non ha avuto in vita.

Che orrore.
Perdonaci, piccola.

6 Comments

  1. 😰😰😰…poverina…stasera ne parlavamo con mia madre, stavamo piangendo per la piccolina, fa malissimo vedere quanta brutalità esiste…
    Che schifosi mostri orribili…rimango senza fiato ne parole per lo shock nel vedere quanta brutalità si nasconde in un essere vivente…che orrore…

    Piace a 1 persona

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