Per un sì. (pezzo scritto per un racconto mesi fa)

Abito glicine, stile anni 50, un bouquet di edera cascante e gardenie bianche. Nei corti capelli piccole perle. Avanza lungo il soffice tappeto d’erba verde. La musica inconsueta per un matrimonio.
Camminando piano va verso l’uomo che sarà suo marito.

Abito blu, camicia color glicine, come l’abito della donna che sta aspettando in fondo al viale di erba tagliata di fresco.

È solo una formalità, solo una banale formalità, ma si divertono a essere normali.

Le promesse che si scambiano hanno il suono antico dei loro giorni vissuti, sempre un po’ fuori tema, sempre un passo avanti alla loro vita.

Scegliersi non è stato un caso. Viversi lo è stato, quello sì!

Con i loro no, mai, forse e tanti sì, è stato logico scegliersi.

E la musica sfumando l’aria e i passi ora tace.

Non c’è un prete a benedire, non c’è un sindaco o altro, non c’è folla ad assistere, solo 2 persone a benedire l’amore, per un sì che ha un immenso valore: rinascere ogni mattino sapendo che l’alba ha uno zenit diverso per ogni risveglio.

Fioralba Focardi

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