Il giardino del Nespolo

C’ è un giardino, dove l’albero del nespolo quando fiorisce, l’aria reclama silenzio.

Lì, puoi sederti e ascoltare la natura, e ogni racconto ha il suo protagonista, basta chiudere gli occhi.

I vari personaggi che si sedevano in quel giardino, erano umanamente diversi l’uno dall’altro, ognuno con il suo bagaglio culturale e di vita vissuta.

Il musicista “fallito” a suo dire perché non era riuscito ad avere una platea applaudente e adorante.

Si sedeva sotto al nespolo, magicamente appariva un pianoforte e iniziava a suonare, poi raccontava della sua vita e dei suoi concerti.

Aveva un’età indefinita, e credo non volesse svelarla, e a chi passava da lì non interessava gran che.

Suonava il piano divinamente, ma chissà se poi era lui o il suo alter ego ben più famoso?

Per un periodo ha raccontato dei suoi viaggi, delle sue musiche, che erano perfette per quel giardino notturno.

Poi partì e nessuno ha saputo più niente di lui, forse avrà trovato un altro giardino dove far fiorire emozioni.

Il poeta triste, lui era decisamente triste. Raccontava di un amore travagliato, tra vicende inusuali e spesso volava in alto nel cielo, lanciando baci sperando che raggiungessero il suo amore distante.

Declamava poesie, era bravo, tutti quello che lo ascoltavano ne convenivano, e le sue poesie erano struggenti dedicate a quell’unica persona che gli aveva rubato il cuore.

Poi anche lui si sedeva sull’erba e raccontava dei suoi viaggi, delle persone che aveva conosciuto nei suoi spostamenti, ma nessuno a suo dire aveva conquistato il suo cuore.

Gli occasionali spettatori, gli donavano fazzoletti con cui asciugare le sue lacrime, ma non si è mai capito se fosse davvero così infelice, o solamente il suo fosse uno stato perenne di catarsi poetica, ma poi non importava a nessuno tutto questo, le sue poesie erano un dono per ogni cuore, e ogni persona che le ascoltava immaginava situazioni diverse dal suo autore, e questo lo rendeva felice.

Anche lui si dileguò quando il nespolo sfiorì, lasciando nell’aria il ricordo delle sue parole.

Continua…

Fioralba Focardi

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