Il giardino del nespolo (3 e ultima parte)

Quando una sera arrivò l’attrice, tutti si aspettavano di sentirla declamare versi dolci e suadenti, invece, rimase sotto il nespolo aspettando consensi.

Tutti tacevano, cercando di capire, la situazione era decisamente assurda per quel luogo incantato.

L’attrice guardava tutti, sperando in un applauso, si seppe poi che non aveva preso mai parte a spettacoli importanti, ma solamente a piccole parti qua e là.

Alla fine, si decise, recitò il canto XII dell’odissea, lasciando a bocca aperta chi era giunto nel giardino odoroso.

Consapevole del suo fascino, declamò i versi con passione, trasformandosi in Ulisse o in Sirena, sapendo che alla fine del suo monologo avrebbe conosciuto finalmente sé stessa.

Nessuno applaudì l’attrice, nessuno voleva interrompere l’incanto che finalmente era riuscita a creare.

Se ne andò felice lasciando dietro di sé stupore ed emozione.

Il pittore, arrivò un po’ prima del tramonto, voleva carpire i colori perfetti, per dipingere a memoria il luogo incantato.

Il suo cavalletto con i colori, aspettavano, ma invano, non prese mai a dipingere.

Respirava lentamente, osservando, carpendo l’intensità del calare del sole, che filtrava attraverso i rami del nespolo.

Quando giunsero altri viandanti, si sedettero aspettando con lui la notte.

L’osservavano curiosi, aspettando una magia.

E la magia si propagò nel giardino ormai buio, il pittore si mise a dipingere al chiaro di luna, ricreando sulla tela le emozioni che aveva assimilato.

Alla fine, tutto parve illuminarsi del tramonto che aveva ricreato, anche se ormai la luna aveva preso il posto del sole.

Ogni persona rimase a osservare il dipinto, giurando di non aver mai visto niente di più bello, si seppe poi che il pittore era semi cieco, ma la sua vista diventava potente attraverso le percezioni, che riusciva a carpire attraverso i sensi e la sua sensibilità.

Il dipinto rimase sotto il nespolo per lungo tempo, e forse è ancora lì a ricordare, che bisogna sempre avere la consapevolezza di ciò che si è.

Fine

Fioralba Focardi

3 Comments

  1. Grande racconto estremamente appassionante! 😍 Il finale è stupendo insieme a tutti i bellissimi personaggi che hanno lasciato un po’ del loro cuore in quel magico albero di nespolo che ha dato loro la forza di andare avanti e credere in loro ❤️
    Complimenti per questo splendido racconto, ha lasciato un segno indelebile sul mio cuore ❤️❤️❤️
    Mi sono commossa per il pittore, è sublime! 💖
    Grazie mille per la condivisione!
    Ho imparato tantissimo, ora mi sento più coraggiosa e credo di più in me stessa, come se fossi stata anch’io sotto il nespolo 🥰

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    1. Ylenia, grazie davvero, sono felice che hai compreso il senso che volevo trasmettere con questo breve racconto. Bisogna sempre avere la consapevolezza di ciò che si è, e di non permettere mai a nessuno di farci dimenticare ciò che siamo. Un grande abbraccio anima sensibile ❤ ❤ ❤

      Piace a 2 people

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