Passeggiando

Finalmente mi è ripresa la voglia di tornare a camminare!

Erano mesi che tra la chiusura forzata, e il disagio che provavo a stare tra le persone, soprattutto perché molti non osservano le regole, rimandavo.

Così ieri mattina, scarpette e tenuta adatta, mi sono incamminata tranquillamente verso il Piazzale Michelangelo e i suoi viali.

Il Viale dei Colli, inizia da Porta Romana, e lungo un tragitto alberato porta al Piazzale Michelangelo, per poi scendere fino a Porta san Niccolò.

Creato al tempo di Firenze capitale d’Italia dall’architetto Poggi, lo sguardo si posa su Firenze da una terrazza spettacolare.

La camminata è rilassante, e a tratti, lo sguardo si posa su angoli decisamente romantici, oltre che belli.

Sulla destra, ecco che appare San Miniato al monte, una Basilica con una storia importante, e il cimitero delle Porte Sante, una storia che vi racconterò prossimamente.

Ovviamente, fotografo e osservo, persone, case, paesaggi.

Arrivata al Piazzale Michelangelo, decido di scendere verso le rampe, altra bellissima opera dell’architetto Poggi, ristrutturate recentemente, grazie alla fondazione Cassa di Risparmio; le Rampe hanno preso l’aspetto originario voluto dall’architetto.

I giochi d’acqua hanno ripreso il loro posto grazie a una cisterna di 27.000 litri d’acqua.

 Le Rampe furono realizzate tra il 1872 e il 1876. Solo pochi anni prima, nel 1871, la Capitale era stata trasferita da Firenze a Roma. Il sistema delle Rampe si articola su tre livelli o ripiani: le Grotte, situate nei primi due ripiani delle Rampe, una sul primo e cinque sul secondo, queste ultime costituite da nicchie scavate nei due muraglioni a retta e  realizzate con una struttura in muratura rivestita da intonaco lavorato e da spugne; la Grande Vasca polimaterica, situata sul terzo livello delle rampe, composta da più bacini, realizzata con una struttura in muratura rivestita da spugne, pietrame e mosaico; le Scogliere e le Piccole Grotte, posizionate lungo i percorsi, realizzate con blocchi di pietra provenienti dalle cave di Monte Ripaldi, come i ‘massi erranti’ disseminati in quei luoghi dove i percorsi si allargano. ( da Fondazione Cassa Risparmio Firenze)

Scendo tranquillamente tra alberi e vecchie mura, quelle poche rimaste della vecchia struttura medioevale, per arrivare sui lungarni, la passeggiata per oggi è finita, presto ne farò un’altra scegliendo altri itinerari.

Fioralba Focardi

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