Una storia in cerca di finale (6 parte)

Una volta in camera si guardano negli occhi, lo sanno che sarà difficile resistersi, ora che hanno iniziato a buttare giù alcuni paletti.  

«Socia, io vado a farmi una doccia, se tu vuoi scendere a fare colazione nel frattempo, lo so che se non prendi il tuo cappuccino  la mattina poi sei nervosa…»  

«Vado anche io in doccia, tanto fino alle 7 non apre la sala, mi toccherà scendere con questo abito, ma ti pare possibile?»

Ahahahahahaha…

«Scusa se rido, ma non ti sei mai posta di questi problemi, all’improvviso stai diventando attenta a ciò che pensano gli altri?»

«Vado in doccia!»

Gli volta le spalle e va in camera sua, lui fa altrettanto ha la barba che gli scurisce la pelle, e un sorriso che gli illumina gli occhi.

Dopo tre quarti d’ora si ritrovano nella stanza centrale, lei in accappatoio e un turbante in testa, lui in pantaloni e torso nudo.

«Socio hai messo su un po’ di pancetta».

«E tu no? Mica sei immune al passare del tempo e la tieni nascosta dall’accapatoio».

«Noioso…credi che sarà sconveniente scendere così a fare colazione?»    

«Accappatoio e tacchi a spillo?»

«Noooo con le ciabattine stupidottero».

«Sarebbe stato fantastico, in effetti per me è più semplice, pantaloni e camicia, tu invece abitino troppo elegante per una colazione, l’accappatoio può sostituire la vestaglia da casalinga».

E scoppia di nuovo a ridere, gli è sempre piaciuto vederla reagire alle provocazioni, a quel suo modo istintivo di agire, e anche in quella situazione è la solita. La guarda con dolcezza sa che deve fare l’incontrario di quello che lei si aspetta, destabilizzandola per farle cadere tutte quelle barriere che la tengono distante da lui.

Scendono a fare colazione, per fortuna ci sono solo due anziani, che li guardano con condiscendenza, forse pensano che sono due sposini in luna di miele.

«Quanto mangi, sei nervosa?».

«No! Ho solo fame».

«Probabile».

Prende una fetta biscottata e spalma la marmellata.

«Ti devi accontentare della marmellata di fragole, la tua preferita non c’è».

«Non c’è mai negli alberghi la marmellata di more, e va benissimo quella di fragole. Stamattina sei irritante forse perché non ti sei rasato, ma stai bene, molto molto bene».

«Ma se litigavi sempre: la barba mi graffia la pelle…bla…bla…bla…».

«Appunto ti sta bene perché non devo baciarti».

Una volta in camera si guardano, seduti distanti, lei si attorciglia una ciocca all’indice.

«Dai, dimmi quello che non so, quello che dovrei sapere, anche se non ne vedo la necessità, tra soci non servono certi dettagli».

«Hai ragione, ma ne sento la necessità, ieri quando finalmente si è realizzato tutto, ho capito che era il momento di buttare via la maschera che ho tenuto per questi ultimi quattro anni. Comunque peccato che prima sei uscita dalla doccia in accappatoio, mi è sempre piaciuto asciugarti di baci la pelle».  

Continua…

Fioralba Focardi

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