Quel noi che resta fra noi e il poi

QUEL NOI CHE RESTA FRA NOI E IL POI

Può un’idea salvare i miei trofei
di una scelta casuale
presentando conti mai fatti.
Sono oltre il mio vagare
lentamente opto per abiti consoni al mio peccare
senza cadere nelle disambiguità caratteriali
preposte all’indecenza del peccare.
Ho dato un obolo d’acciaio con su scritto euro
a un mendicante che poteva essermi figlio
ho pianto pensando che forse ho regalato al vuoto
ma preferisco pensare di aver donato pane.
Non macchierò il mio certificato penale
perdendomi sui diritti mai certi,
e sceglierò sempre la libertà di sapermi libera
mentre osservo dentro al salvadanaio vuoto
lo immagino pieno d’onestà
ma resta sempre vuoto.
Poi vorrei stasera
correre da te
lasciare sulla soglia tutti i miei vestiti
guardarti nell’incerto incedere
e prendermi fra i tuoi capelli
Che arrossiscono intimiditi
dalle mie dita che premono
sulle tue spalle
sulle natiche
e nei tuoi lombi
ossessione del giorno
conforto nella notte.
Poi mi sveglio e devo ancora decidere
cosa indossare nuovamente
ma forse scelgo ancora te
e quel noi che resta sempre lì fra noi e il poi.

Fioralba Focardi 03/08/2018

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