Storia in cerca di un finale (12 parte)

«Questo risotto al nero di seppia è buono, vuoi assaggiarlo?»

«Anche queste farfalle ai gamberetti sono divine, sì dai fammi sentire com’è, poi ti faccio assaggiare le farfalle».   

Parlano e ridono, una nuova complicità si sta creando tra loro.

«Ci voleva una vacanza, vero?»

«Sì, ci voleva davvero, in fondo ce la siamo meritata, ma il nostro super capo lo sa che siamo in vacanza, oppure non gli hai detto niente? Perché io non l’ho sentito, e devo dire che non ho pensato a telefonargli».

«Sì, sì lo sa, pensi che ci avrebbe lasciati in pace se non lo avessi avvertito? Anzi è stato davvero sorprendente, “Ve lo siete meritati un po’ di riposo”. Era contento del risultato, ha fatto i complimenti anche a me. Pensa tu».

«Ahahahah… non vuole darti tanto “concime” come dice lui, ma lui ti vuole molto bene, e vuole che tu sia contento».

«Lo so, ma credo che siano stati gli ultimi anni e la storia del bambino che ci hanno avvicinato. Sta mettendo tutte le sue risorse per trovare una soluzione».

«Credevo che l’americana fosse fuggita via e basta, tuo babbo non mi ha mai accennato tutto il resto, e sì che con me si è sempre aperto molto. Credo che avesse paura che fuggissi anch’io. Ora capisco tante parole lasciate a metà. Ma anche tu sei stato in silenzio su questo.»

«Ti avevo tradito, messo incinta un’altra donna, eri comunque rimasta al mio fianco per il progetto, non mi sembrava giusto metterti anche questa faccenda sulla bilancia del mio tradimento. O, forse, avevo paura di perderti del tutto».

«Sono testarda lo sai, il progetto è una mia creatura, non avrei mollato. Lo dovresti aver saputo da sempre.»

«Un altro po’ di vino?»

«Cambi discorso?»

«No, voglio solo farti bere…»

«Se non sbaglio l’ultima volta che hai cercato di farmi bere…tu sei crollato prima di me!»

«Perfida, certo che lo ricordo, evitavi di bere!»

Il mare è una bellissima tavola azzurra, e l’odore di pesce fritto si sponde nell’aria. Il loro tavolo è sulla terrazza, e mentre mangiano possono guardare l’orizzonte e ciò che gli circonda. Alle spalle del locale c’è un bellissimo giardino con un’invitante piscina.

«Cosa prendi allora di secondo?»

«Il risotto era tanto e tanto buono, mi sa che salto direttamente al caffè».

«Naaaa…prendiamo una frittura in due dai, e poi un bel gelato, lo so che sei golosa specie di quello al cocco e pistacchio».

«Va bene, ma io spilluzzico tu mangi».

«Certo, tanto la panza ce l’ho già!»

«Infatti, mica mi devo adeguare a te!»

«E poi se sei troppo  pesante per portare le tue chiappette sulla riva di quel favoloso mare, ci sono le sdraio sul bordo della piscina per fare la pennichella, a cui non rinunceresti mai».

«Chiappette? O signore badi a come si rivolge alla sua socia è?»

Il tempo è come un tempo, gioioso e pieno di serenità, non hanno voglia di smettere di prendersi in giro, di ritrovare un’intimità che gli apparteneva.

continua…

Fioralba Focardi

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