Storia in cerca di un finale (13 parte)

«Ho mangiato troppo, davvero troppo».

«Niente gelato?»

«Solo caffè per me».

«Siamo stati bene vero?»

«Sì, molto bene».

Dopo il caffè restano in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Lui con la speranza di riuscire a riavvicinare quella donna che aveva perso, lei con la paura di rimettersi in una storia che non avrebbe mai voluto abbandonare.

«Che si fa allora? »

«Andiamo in spiaggia?»

«E se tornassimo in albergo, sono un po’ stanca, se per te va bene ».

«Sicura? Lo poi fare anche qui un pisolino».

«Ho bisogno del letto, e di stare in penombra per un po’».

«Ai tuoi ordini socia».

Si avviano alla macchina, lui la prende per mano e lei lo lascia fare, un formicolio le percorre la schiena a quel contatto così delicato. Lui le è grato di questo attimo di nuova intimità. Sorride dentro di sé, non vuole farle capire quanto sia felice di averla così vicina. Non vuole impaurirla.

Arrivati in hotel, salgono in camera, ognuno nella propria stanza, non prima che lei li abbia dato un bacio leggero sulle labbra.

«Grazie per queste ore così serene».

E se ne va in camera sua.

Lui resta con il sapore della sua bocca e una nuova emozione che prende sempre più speranza.

Non riesce a dormire, lei è nell’altra stanza, da quanto tempo non l’aveva così vicina in una stanza che non fosse il loro angusto ufficio.

Lei tolto il prendisole e il costume, si distende nuda sul letto, si sente languida e assonnata, sorride al pensiero di lui nell’altra stanza e con quel pensiero si addormenta.

“Ma quanto dorme, e se vado a vedere se tutto va bene? Meglio di no, aspetto ancora un po’ anzi scendo e vado a trovare un locale per stasera”

«Ciao socio, ma quanto ho dormito?»

«Tanto stavo per chiedere aiuto, non volendo profanare con la mia presenza il tuo loculo».

«Ahahahahahahahahahahahah».

«Come mi piace quando ridi così!»

«Mi hai sempre fatto ridere di gusto lo sai?»

«Che si fa? Aperitivo sulla terrazza e poi cenetta?»

«Cenetta? Sei matto? Sono ancora sazia di oggi».

«Fanciulla sono appena le 18 e 33 minuti, aperitivo verso le 20, e a cena si va se si ha fame, va bene? Ma se non sbaglio poi tu se vai a nanna senza cena ti alzi per svaligiare il frigo!»

«Noiosooo, vediamo dai, ma pensi che bisogna prenotare il tavolo?»

«Sentiamo! Potremmo cenare qui, davanti al mare è fantastico. Ma, stasera si dorme nei nostri letti, un’altra nottata con il tuo peso quasi addosso e l’umidità della notte che incombe sulle mie disarticolate membra non riuscirei a sopportarla!»

Continua…

Fioralba Focardi

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