Storia in cerca di un finale (16 parte)

«Sei bellissima». Le sussurra in un orecchio, mentre lei si stringe più che può a lui.

Ha lasciato fuori le sue paure, e tutti i ricordi dolorosi, vuole sentire di nuovo quelle emozioni che solo lui riusciva a dargli.

Lui è come una falena, si sente attratto dalla sua luce, anche se ha paura di bruciare vuole sentirla ancora sua.

Il mare ormai è diventato scuro, qua e là piccole luci si dondolano sull’acqua fuochi fatui d’imbarcazioni alla fonda.

Un po’ come loro due che s’immergono nuovamente in sensazioni mai scordate.

Lui le prende la mano e la porta alla bocca, lei lo accarezza con lo sguardo lasciandolo fare, si sente leggera come quelle farfalle che le danzano dentro, eccitanti vibrazioni che le fanno desiderare un contatto più intimo.

«Lasciamo perdere la cena?»

È lei che si fa audace, che smonta l’organizzazione mentale che lui si è costruito, per paura di farla fuggire via, accartocciando le sue illusioni sulla loro nuova storia.

Ha paura di sbagliare le parole, ma deve decidere cosa fare, come non ferirla, come farla restare nella sua vita, nuovamente come compagna e non più soltanto come socia. La vuole tutta, non solo una parte, anche se pur importante mancante sempre di quell’armonia che li legava un tempo.

“Sarà possibile ricostruire?” Si chiede mentre l’accarezza dolcemente.

“In questo attimo è senza paura, fragile e forte, la donna che era un tempo, ma se poi domattina ritroverò la sua glaciale distanza?”

Tutte quelle domande lo rendono vulnerabile, insicuro nell’agire, nel decidere come agire.

“E se sbagliassi a lasciarmi andare? Sarà cambiato veramente? Sarà vero che mi ama ancora e posso fidarmi nuovamente a mettere tutta me stessa nuovamente nella nostra storia? Ma stasera è tutto così meraviglioso, devo fidarmi, voglio fidarmi, voglio stare con lui, e se un giorno mi sveglierò nuovamente da queste emozioni, avrò vissuto tutto il mio amore”.

 «Portami in camera, come facesti la prima volta ricordi?»

Lui sorride, mentre la bacia nuovamente, lascia delle banconote sul tavolo, forse anche troppe, ma vuole fuggire via da lì, andare in un mondo che appartiene solo a loro, buttare vie tutte le incomprensioni, e tutti gli inganni, baciarla, e sentire la sua bocca sulla pelle, sentirla sua, nuovamente sua.

La notte è loro complice, e nell’ascensore, si tengono le mani, emozionati come due adolescenti alla loro prima volta, in cerca di promesse da mantenere.

Entrano nella suite, e chiudono il mondo fuori.

Cadono i vestiti come le loro paure, non ci sono ombre alla loro notte.  

Continua…

Fioralba Focardi

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