Storia in cerca di un finale (ultima parte)

Il sole fa capolino dalle tende, illumina la stanza dove dormono abbracciati.

Lui è sveglio da un po’, frastornato, felice, incredulo. Ascolta il suo respiro alitargli sul petto, è un solletico piacevole.

Lei è da un po’ che è sveglia, ma finta di dormire, lasciando a quella sensazione che la percorre di raggiungerla in ogni sua singola cellula.

«Buon giorno,» sorride, «com’è bello svegliarsi così!»

«Buon giorno, sembri una bambina quando dormi, mi hai fatto il solletico tutta la notte».

«Direi per poche ore, se non sbaglio». E scoppia a ridere.

Non sa che risponderle, veramente la risposta ce l’ha sulla punta della lingua ma non vuole iniziare con qualche malinteso, perciò la stringe ancora di più a sé e la bacia.

 «Mi sei mancato sai?»

È uno scoppio di felicità quello che gli fa spalancare gli occhi sul suo viso, sperava di sentirle dire quelle parole.

Resta a guardarla per paura di essere entrato in un sogno e di potersi svegliare e non averla più tra le sue braccia.

Lei si stiracchia per quanto le braccia muscolose di quell’uomo conosciuto, riconosciuto le permettano.

Le viene in mente una canzone che avevano amavano entrambi, l’avevano ascoltata la prima volta a teatro, davano Cats.

Si sente un po’ Grizabella e lui è il suo paradiso.

 «Andiamo a fare colazione?»

 «Mmmm…si chiama colazione ora?»

«Golosa!»

Si stacca da lei, e adagiandola supina, inizia a baciarla, bacio dopo bacio sfiora ogni angolo del suo corpo, fino a quando lei non lo lascia più fare, e iniziano un gioco dove l’amplesso arriva lasciandoli sorpresi e complici.

«Dovremmo lasciare la camera lo sai?»

 «Lo so, e ora che facciamo?»

 «Troviamo casa, e nel frattempo facciamo i fidanzati».

«Fidanzati?»

«Non ti piace l’dea?»

«Beh, ri-fidanzati e poi?»

 «Amore mio, io voglio ricominciare tutto da capo, ma so che devo riconquistare la tua fiducia, il passato è un po’ ingombrante, vogliamo darci, darmi fiducia?»

Lei lo ascolta, ha un sorriso sulle labbra, quelle due giornate, quella notte le hanno fatto comprendere il perché lei è rimasta al suo fianco anche se solo come socia: non voleva rinunciare a quell’uomo, l’uomo della sua vita.

«Va bene, mi piace l’idea di fare i fidanzati, ma come la mettiamo con il nostro vecchio, riusciremo a fregarlo? Ho paura che lui appena ci vedrà mangerà la foglia, e farà di tutto per vederci nuovamente una coppia di fatto».

«Per un po’ divertiamoci, proviamoci, sorprendiamolo quel diavolo d’uomo!»

Si vestono, e preparano quei pochi bagagli che hanno, lui prende il completino intimo che le ha tolto la sera precedente e ridendo: «Vedo che i miei consigli in fatto di lingerie sono apprezzati».

 «I miei gusti li conosci bene, non fare il furbo! E poi dimmi non te ne eri accorto?»

«Ehm, io? No, assolutamente no! Giuro!»

Il cuscino vola verso di lui, che lo schiva con un balzo, la raggiunge e la bacia nuovamente: «mi hai mancato questa volta,» le sussurra sulla bocca.

«Ho sbagliato di proposito!»

 «Bugiardella mia, sapevo già dal tuo sguardo che avresti scagliato su di me i tuoi dardi morbidoni, come quelle cosette che hai davanti».

«Cosette?»

 «Cosette, cosette?».

La prende in braccio e la mette sul divano, e la bacia accarezzandola con dolcezza. Poi si tira su e: «La camera dobbiamo lasciare la camera, mannaggia, ma non credere che mi sfuggirai, te e le cosette».

Scendono nella hall, pagano e si avviano alla macchina, accendono i cellulari, messaggi, tanti, molti dal “vecchio”, da amici, e parenti vari, sorpresi dal loro silenzio.

Mentre salgono in macchina cercano una scusa, che di sicuro sarà poco attendibile, ma loro, faranno di tutto per farla passare per buona.

 «Che fine avete fatto?»

«Ciao babbo, te lo avevo detto che saremmo restati in questa splendida città, avevamo da decidere un po’ di cose, mettere giù strategie per il futuro, il ferro va battuto quando è caldo, lo dici sempre».

 «Bene lunedì vi aspetto, in ufficio, voglio sapere tutto, passami la tua socia».

 «Non è con me,» dice stringendole la mano, «lei rientra stasera in treno, sai com’è fatta».

 «Uhm, sarà!»

Clic.

«Non so se l’ha bevuta, ma aveva la voce un po’ incerta e sconsolata, mi sa che ti chiamerà tra un po’, forse è meglio uscire dall’autostrada e passare dai paesini, in maniera che se ti chiama non sospetti».

«Astuto».

Ridono di gusto, e iniziano a cantare, tutto quello che passa alla radio, sbagliando parole e tonalità, ma è il loro giorno, è la loro storia in cerca di un finale.

Fine

Fioralba Focardi

3 Comments

  1. Complimenti!!! 👏👏👏👏 Splendida ed emozionante storia dall’inizio alla fine, grazie mille per la condivisione, ho adorato tantissimo questo racconto, è divenuto parte del mio cuore, aspettavo ansiosamente il seguito giorno per giorno e mi emozionavo ad ogni capitolo! 😍❤️❤️❤️
    Il finale è meraviglioso! 😘♥️

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