Buon giorno con riflessione

Devo dire che sono una pecora nera, lo sono stata fin da bambina, laddove mi si apriva una finestra di libertà cercavo di scavalcarla.

La mia famiglia è quella classica, mamma che lavorava in casa, per potersi occupare dei figli, babbo gran lavoratore e severo ha sempre cercato di proteggerci dal mondo, forse sbagliando!

Quando ho finito le medie sono stati i miei genitori a scegliere la scuola che avrei dovuto frequentare, l’ho mollata molto presto non era per me ragioneria, io ambivo ad altro.

Ho iniziato a lavorare, apprendista in una argenteria prima, poi in una fabbrica di materie plastiche in seguito, nel frattempo, mi ero fidanzata giovanissima. A ventuno anni ho aperto un laboratorio di maglieria, che è stato il mio lavoro ufficiale fino al 2009, nel frattempo dal 2006 dato che le cose andavano male ho iniziato a lavorare per tre ore al giorno nell’azienda per cui lavoro ancora.

Non ho mai smesso di leggere, informarmi, studiare, apprendere, anche nel periodo più buio della mia vita.

Dal 2010 ho ripreso la mia più grande passione scrivere, ero in un momento particolare stavo aspettando di essere chiamata per un’operazione importante.

Negli anni passati mi ero omologata brava moglie silenziosa, rispettosa delle regole, tutta casa e lavoro, mi mancava l’aria stavo morendo sia psicologicamente che fisicamente.

Non ero io e lo sapevo!

La mia unica grande forza quella che mi teneva viva era mio figlio.

Per lui ho sopportato, vissuto, combattuto.

Poi un giorno del 2011 ho preso coscienza e ho messo un punto grande come il mondo.

E da lì la pecora nera è tornata alla grande!

Sono passati nove anni, da allora, ho scritto tanto, all’inizio per me, scrivere è una cura incredibile, aiuta a comprendere sé stessi, a rivoluzionare il pensiero negativo.

Poi con coraggio ho pubblicato il mio primo libro di poesie, la pecora nera aveva fatto qualcosa che il contorno non capiva, come non capiva il mio separarmi e il mio bisogno di sentirmi viva e libera di essere come ero in realtà.

L’unico appoggio mio figlio!

Ho continuato a pubblicare, a scrivere, anche a curare libri di altri autori, qualcuno mi ha detto un giorno: “Hai un bel coraggio senza avere le competenze adatte!”

Ho incassato l’ennesima offesa senza battere ciglio, il mio progredire non esula dalle offese ricevute, anzi lo rafforza.

Ho pochi, pochissimi amici che mi sostengono, il resto mi ignora, essere diversa fa anche questo: isolarti dalle persone omologate.

Una volta regalavo libri a tutti, ma poi ho smesso, ora li regalo solo a chi so che li apprezzerà!

Non si scrive per essere famosi, ma per lasciare una traccia di ciò che si è.

La libertà di essere è anche questo!

Il resto può andare al macello dell’ipocrisia e della banalità!   

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