C’è che mi manchi

Ciuffo ribelle

Appannato sguardo

Rimanda lo specchio

Io spettatrice muta.

Sperdo gocce bollenti sulla pelle

E lascio che il vapore inondi la stanza

Scorre la schiuma in rigagnoli

Mentre canto una canzone stonata.

Come sono noiosi questi giorni

Chiusi in casa a guardare il tempo passare.

Guido i pensieri

Nell’unico sogno che non so realizzare

Lo cullo e lo lascio fluire

Lo spremo come tubetto di dentifricio

Solo che non è alla menta e non sbianca

Ma porta alla mente ciò che mi manca.

E vaffanculo ma lo sai che mi piaci

E ti diverti a lasciare in sospeso il silenzio

Mentre il mio è diventato eloquente

Mi perdi

E  mi pento nel giorno del giudizio universale.

L’accappatoio mi avvolge avvolgente  

Mi trucco

Sistemo quel ciuffo ribelle

Esco di casa

Ma dove vado

Che  non si può andare oltre i confini di questo comune 

E mi va stretto come la cinta dei pantaloni.

C’è che mi manca prendere il treno

Mi manca guardare il tuo stesso cielo

Mi manca e mi manchi

Se te lo dico in rima

Poco importa

Mi manchi e non è cosa da niente.

Cazzo mi è preso questa mattina

Che non sa se vuol far piovere o fare uscire il sole

Guardo il mondo con occhi torvi

Di quelli omicida

C’è che mi  manchi e non è cosa da poco.

Mi pento e mi perdi

In questo silenzio

Che fa rumore

Dipinto per fare rumore

Dentro la mente

Quella tua e porsi domande

Mi perdi e ti penti

Mi pento e mi perdi

C’è che mi manchi e non è cosa da poco.

Fioralba Focardi 22/12/2020

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