Firenze mia

Come posso non amarti Firenze mia

Ti guardo da quassù

E  splendi nella luce

Di questo giorno ancora maledetto

Splendi e sei triste, così svuotata dai colori

Che ti pitturavano nel tempo, recente del passato.

Ti guardo dal Piazzale quasi deserto

Qua e là cappotti soli o due a due abbottonati

Tre baracchini aperti e tavolini per consumare un caffè di fretta

È sì di fretta, si rimette sul naso la mascherina e si lascia il posto a un altro.  

Distanza tra i tuoi campanili ce né veramente poca

Se mi trasformo in metro, posso contare i passi

Linea retta all’orizzonte così vicini, così distanti

Tu passi indenne, mica come noi poveri esseri

Sballottati in balia di questi tempi.

Ti lasci guardare, Madonna circondata da colline, che nel loro abbraccio

Oggi ti donano la cappa bianca della neve

Regale regina, come posso non amarti Firenze mia.

Fioralba Focardi 13/01/2021

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