14 febbrai nasce Bruno Giordano Sanzin

Intorno alla figura di Bruno Sanzin (Trieste 1906, 1994), in città (Trieste), si costituì un “saldo nucleo marinettiano” all’inizio degli anni Venti. Assieme all’amico Umberto Martelli, Sanzin “luogotenente” locale di Martinetti, aveva fondato nel 1921 il Gruppo Futurista Studentesco, della cui attività rimane testimonianza nella rivista “a carattere goliardico”, “Gaudeamus igitur”. Distintosi particolarmente per le sue doti di scrittore futurista, organizzatore di serate ed eventi futuristi, nonché creatore di “parolibere” di carattere rigorosamente marinettiano, egli si fece interprete dell’aggregazione futurista più “ortodossa” tra quelle che si crearono in quegli stessi anni in area giuliana. Per meglio orientarsi in questa panoramica avanguardistica locale, si ricorda, che oltre al movimento rigorista di Sanzin, si distinse allora per originalità e radicalismo il gruppo filo-dadaista ed espressionista, nonché cubocostruttivista formato da Carmelich, Jablowsky e Dolfi, nato a Trieste e confluito, in seguito, nel polo goriziano. Tra l’estremismo di queste due posizioni si colloca il goriziano Sofronio Pocarini, personalità poliedrica e geniale, a cui spetta la “primogenitura futurista” nel nostro territorio, avendo fondato sin dal 1919 a Gorizia il Movimento Futurista Giuliano.

L’itinerario artistico di Bruno Giordano Sanzin, bipartito in due archi cronologici (dal 1934 al 1943; dal 1970 al 1994) tagliati di netto da una cesura di ragioni politiche e culturali che di fatto confinarono i futuristi ai margini della vita intellettuale italiana, è quello di un protagonista della seconda stagione dell’esperienza futurista.
La sua adesione al movimento d’avanguardia si colloca infatti nel primo dopoguerra nella Trieste in cui è nato e vissuto: il “contagio” avviene tramite lettura a scuola nel 1920 del manifesto Svegliatevi studenti d’Italia! scritto dal giovanissimo Michele Leskovic (in arte Escodamè). “Ne fui entusiasta perché stimolava il desiderio di agireÖdi rinnegare per superare, di avere fede in noi stessiÖdi proiettarsi nell’avvenire costruendolo con il proprio lavoroÖ Scrissi subito a Marinetti per dargli la mia adesione al movimento futurista. Rispose il 21 dicembre 1921” [Ö]ª (Bruno G. Sanzin, Io e il Futurismo (confidenze in libertà), Istituto Propaganda Libraria, Milano, 1976 [collana “La Corona d’argento”, serie ´Testiª], p. 28).
Il saldo sodalizio marinettiano lo accompagnerà sino alla scomparsa dell’amico e mentore nel 1944: nell’autobiografico faccia a faccia programmatico “Io e il futurismo”, pubblicato nel 1976, Sanzin celebra il centenario della nascita dell’animatore del movimento futurista italiano con sincera partecipazione umana e racconta di sé con quel piglio ironico che è la cifra stilistica del suo scrivere in libertà, dando inoltre notizie di prima mano preziosissime per ricostruire nel suo complesso il movimento avanguardista italiano.
Se le opere del primo Sanzin sono caratterizzate da tematiche ispirate ai miti futuristi (macchina, eroismo, patria, velocità, audacia, superomismo) esse tuttavia si distinguono già per propositiva pars costruens ñ misconosciuta alla rivoluzione formale del futurismo della prima ora.

PROGRAMMA DI VITA
Avanti
In gara vertiginosa
Velocità saettante
Scattare e imporsi
Distinguersi
Superare superarsi incessantemente
Religione di lotta e di audacia
Ragione di vita

Chi vince è un vinto, qualora considera la posizione
Conquistata meta delle sue aspirazioni

Sostare è morte.
Rallentare è agonia.
Marciare compatti è deficienza.

Individualità
Orgoglio dell’io
Esasperazione
Bisogno prepotente appiccare incendio
Proprie idee
Onde concentriche
Lanciate alla conquista dell’infinito

imporre, dunque essere
[Pittura Aeropittura Futurista, catalogo della mostra, 1931]

E’ proprio l’ironia “a sostituire la dinamite”: l’animus futurista di Sanzin è corrosivo a provocare, a spingere alla riflessione sul presente, a dimostrare l’assurdità della realtà attraverso la logica dell’assurdo, senza che il divertimento sia mai fine a se stesso.

Personalità di forte coerenza artistica, paragonabile a quella dell’aeropittore Tullio Crali ñ cui il Museo Revoltella ha dedicato un’antologica nel 2003 ñ che all’iniziativa di Sanzin del 1931 deve la sua prima notorietà.
Personalità sorridente, quella dello scrittore – Brunogì per gli amici – che della consapevolezza della propria produzione letteraria e dell’importanza della propria testimonianza sul movimento futurista così scrive, con arguzia e ammiccante senso dello humor – e della storia ñ prendendo spunto dal suo ingombrante “binomio” di battesimo:
“Ultimissime: hanno scoperto sul pianeta Marte ñ come trasmesso dalla televisione ñ le lettere maiuscole B e G tracciate in caratteri latini. Meraviglioso! Ma come potrÚ difendermi adesso dalla cattiveria degli invidiosi? Niente paura: penseranno loro a scalpellare i segni”
“Ö Vi prego Ö di non distogliermi dalla magnifica illusione di credere ancora in qualcosa, evitando così di lasciarmi travolgere nel vortice di questo tristissimo mondo che si autodistrugge per eccesso di follia.

NON SI SA MAI (1975)
Non saper più dire
Non saper più fare
non saper sopravvivere
Sentir spavento
per il vuoto angoscioso
che annulla
inesorabilmente
ogni sforzo contrastante
Orrore dello scivolo
privo di ruvidezza
che frenino l’accelerazione
verso un basso
privo del fondo
d’arrivo
Non contano le ore
e i giorni non passano
bloccati dall’indifferenza
nel nonsenso
nel più niente
che valga lo sforzo
di un respiro
ancora.

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