Un anno perso è già passato

Nuvole leggere, all’orizzonte

Annunciano che il tempo, cambierà

Hanno un  colore indefinito

Tra il bianco e il grigio

Pallido  smorto

Come un abito fuori stagione

dicono che domani pioverà.

Guardo i miei piedi stanchi

Hanno smesso di camminare allegri per la città.

La noia e l’apatia vincono la resistenza

Mentre la paura muove le fila

Tra corsie di ospedali

E ritrovi troppo affollati.

Un anno perso è già passato

Chissà se alla fine del viaggio

Restituiranno con gli interessi

Le ore e gli attimi non vissuti.

Quante domande volano tra i capelli arruffati

Quando tolgo la cuffia da lavoro

Li fa apparire disarmati, come eroi spettinati.

Se sto all’ombra mi fa freddo

Allora cerco il sole

Che ancora c’è, per fortuna

Tra le rotaie e la pensilina del tram.

Intanto la colonna sonora

Scivola lungo il filo delle cuffie

E mi rapisce, come sempre

Lascio fuori la paura e l’insicurezza

Entri tu e i baci che vorrei

Che non mi dai

Ma che darai

E allora tutto passa

E i piedi non sono più stanchi

Si muovono da soli

Danzano leggeri

In attesa di rivedere i tuoi occhi

Dentro ai miei.  

Fioralba Focardi 04/03/2021

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