Il Canova rivelato

L’ultima sorpresa regalata da Antonio Canova, a pochi giorni dalla riapertura del suo museo, si cela sotto l’Autoritratto come scultore, firmato dall’artista e datato 1799, punta di diamante dell’istituzione di Possagno.
Un olio su tela di lino mostra l’artista nelle vesti di scultore, con tanto di mazzetta e scalpello in bella evidenza. E fin qui nulla di nuovo.
Quest’opera, la prima “ospite” del nuovo laboratorio di restauro del Museo Gypsotheca Antonio Canova, allestito a partire dallo scorso 4 febbraio in quelle che furono le cucine dello scultore, ha rivelato, attraverso l’indagine radiografica, un secondo dipinto.
A distanza di oltre 200 anni affiorano dalla tela due volti, impercettibili a occhio nudo, ma evidenti, attraverso l’esame radiografico, proprio sotto il dipinto originale.

Il mistero delle due figure nell’Autoritratto di Canova e il racconto della scoperta

Chi siano le due figure emerse sotto l’Autoritratto canoviano, ma invisibili a occhio nudo, resta un mistero. Così come misterioso è il loro autore.
“Probabilmente Canova – spiega Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Canova – nel realizzare la sua opera su una tela già dipinta non ha voluto perfezionare qualcosa di già fatto da altri, ma piuttosto inventare un’ immagine nuova e solenne. Questa volta non siamo di fronte al pentimento di un artista, ma a un altro quadro di mano diversa, forse settecentesca, sulla tela riusata da Canova. Quel che è certo è che le due teste hanno un qualcosa di classico”.

La diagnostica iniziale, parte di un più ampio progetto di restauro, era rivolta a verificare lo stato della verniciatura e dei ritocchi.
Con l’avviarsi del restauro, reso possibile grazie al mecenatismo della Home Cucine di Cison di Valmarino, l’opera è stata tolta dalla sua cornice e dal telaio, svelando come il lato sinistro presentasse porzioni di pittura incompatibili con il dipinto noto. Valutata con la Soprintendenza l’opportunità di procedere con degli approfondimenti, il Museo Canova ha effettuato delle radiografie che hanno rivelato il dipinto sottostante.

Un Autoritratto introspettivo 

Un anno prima di realizzare l’Autoritratto, nel 1798, Canova partì da Roma a causa dell’occupazione francese, per trascorrere diversi mesi a Possagno durante i quali diede vita ad alcuni dei suoi capolavori pittorici. In uno di questi, Autoritratto come scultore, l’artista pose l’attenzione sulla caratterizzazione fisiognomica e sull’introspezione psicologica.
Un Canova elegantemente vestito, lo sguardo vispo, il naso importante, la bocca socchiusa quasi a sussurrarci qualcosa, sbuca da uno sfondo molto scuro. Sotto la figura dello scultore, che tiene tra le mani mazzuolo e scalpello, si legge “Anto Canova Sc. si dipinse 24 luglio 1799”. 
A sinistra è invece rappresentata una Testa ideale, soggetto scolpito solo qualche anno dopo.

“Questo ritrovamento, in particolare – commenta Moira Mascotto, direttrice del Museo Canova – può rappresentare un ulteriore passo in avanti per la conoscenza di Canova pittore, già arricchita negli ultimi anni da alcuni importanti ritrovamenti. Il nostro Museo si pone come obiettivi la tutela, la valorizzazione e la conservazione, ma allo stesso tempo persegue la ricerca e la divulgazione della conoscenza dell’artista e della sua opera”.

Una rivelazione che, come spiega Sgarbi, “è indicativa di quanto intensa sia stata e continui ad essere l’attività del Museo di Possagno anche in tempi di chiusura. Si tratta di un segnale importante di ripresa che testimonia la vita e l’attività costante svolta da un’importante istituzione in una stagione tristemente morta”.

Il Canova ”rivelato”. Un’opera misteriosa sotto l'<i>Autoritratto come scultore</i> – Treviso – Arte.it qui tutto l’articolo.

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