Aquileia romana

Dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, fra i principali siti archeologici della penisola (e più importante del Nord Italia), Aquileia vanta un passato glorioso: fondata come colonia romana nel 181 a.C., la sua posizione strategica dal punto di vista commerciale e culturale la rese, in breve tempo, capoluogo del vastissimo territorio della Venetia et Histria, tanto da guadagnarsi il titolo di “Seconda Roma” ed “Emporio dell’Impero”.

Cuore della zona archeologica sono il Foro, la Via Sacra costeggiata dal porto fluviale e scandita da cipressi centenari, il Circo, l’ Anfiteatro e, sulla Via Annia, il Sepolcreto, illuminato anche di notte. Gli ultimi scavi archeologici hanno consentito di offrire ai turisti la Domus di Tito Macro, fra le più vaste dimore di epoca romana rinvenute nel Nord Italia, che copre una superficie di 1.700 metri quadrati e rappresenta un unicum in Europa.

Domus di Tito Macro – La “Domus di Tito Macro”, una delle più vaste dimore di epoca romana tra quelle rinvenute nel Nord Italia, copre una superficie di 1.700 metri quadrati e rappresenta un unicum in Europa. Scavata e risistemata grazie a un’importante attività di scavo condotta dall’Università di Padova, è stata protetta da un’elegante e moderna copertura in laterizio monocromo – tra le più ampie esistenti in Europa all’interno di un’area archeologica – sostenuta da pilastri d’acciaio in rosso pompeiano. La costruzione consente al pubblico di entrare concretamente in un’antica dimora romana e di comprenderne in maniera più immediata l’articolazione, le volumetrie, i percorsi, le fonti di illuminazione e il rapporto fra le sale principali e le aree scoperte. Si tratta di innovativo un progetto di ricostruzione, che ripropone nella sua interezza e nel suo ingombro spaziale la casa romana, ottenuta realizzando appunto la copertura che rendesse palese anche al grande pubblico l’articolazione degli spazi e offrisse un’emozionante esperienza sensoriale.

Museo Archeologico Nazionale – Il museo archeologico nazionale di Aquileia è tra le più antiche istituzioni museali del Friuli Venezia Giulia. Inaugurato nel 1882, dal 2018 presenta una nuova veste espositiva, che ripercorre la storia di una delle più importanti città romane del Nord Italia, con un approccio interdisciplinare e inclusivo.La collezione viene presentata tematicamente per offrire un più coinvolgente percorso narrativo. Al centro del racconto è la città romana di Aquileia, grande porto del Mediterraneo dove merci, persone, lingue, religioni e culture diverse si incontravano e convivevano, portando nuove idee in un’area da sempre di importanza strategica, collegamento tra l’Oriente e l’Occidente, tra il Mediterraneo e le regioni settentrionali e orientali d’Europa.

Museo Paleocristiano – Il Museo Paleocristiano, inaugurato nel 1961, sorge sopra una basilica paleocristiana extra-urbana, diventata poi un monastero benedettino (il “Monastero” che dà nome al sobborgo nord-orientale di Aquileia) e più tardi un fabbricato agricolo (foladôr). Al pian terreno è visibile l’impianto della basilica antica, di cui restano ampi mosaici pavimentali; ai piani superiori si trova la collezione di iscrizioni funerarie cristiane, che non ha eguali nell’Italia settentrionale e offre un vivido spaccato della cristianizzazione di Aquileia.

Il Decumano di Aratria Galla – Il decumano di Aratria Galla è stato rimesso in luce per un tratto di circa cento metri. Collegava in senso est-ovest il porto fluviale con la zona del foro e del teatro: su di esso si affacciava la basilica civile, i cui resti sono visibili nell’area archeologica recentemente acquisita dalla Fondazione. Il basolato, ancora intatto, era costituito da trachite, una roccia vulcanica proveniente dai colli euganei. Secondo due iscrizioni gemelle, riferite da alcuni studiosi a questa strada, la lastricatura fu un atto di munificenza di una donna, Aratria Galla, da cui il nome convenzionalmente assegnato al decumano. Con la costruzione delle mura a zig-zag, risalenti al VI secolo, esso rimase in uso, benché all’esterno della cinta.

La fantastica Basilica – Ma Aquileia non è importante soltanto in quanto città romana: fu anche un importantissimo centro religioso a cui influenza si irraggiava su tutta l’ Europa Balcanica: la basilica episcopale è il monumento cristiano più importante di Aquileia. L’edificio visibile oggi è frutto delle trasformazioni apportate in età medievale all’originario complesso paleocristiano: fondata poco dopo il 313 d.C. ad opera del vescovo Teodoro, fu ampliata successivamente fino agli interventi voluti dai patriarchi Giovanni e Poppone tra il X e l’XI secolo.

L’immenso mosaico – Il pavimento musivo, con i suoi 750 metri quadrati di estensione, è una delle testimonianze più spettacolari dell’impianto originario ed è il più grande dell’Occidente romano. Al suo interno sono visitabili la cripta degli affreschi dove ammirare gli affreschi risalenti al XII secolo che illustrano la leggenda dell’evangelista Marco e la cripta degli scavi dove sono visibili le fondamenta del campanile, costruito nell’XI secolo dal patriarca Poppone e i mosaici dell’originaria aula nord.

L’aula meridionale – Il Battistero risalente al IV secolo e voluto dal vescovo Cromazio ha una struttura muraria ottagonale e una vasca esagonale, che viene utilizzata ancora oggi per i battesimi. Da esso si accede alla Südhalle, l’ aula meridionale musealizzata dalla Fondazione Aquileia nel 2011 dove si possono ammirare oltre trecento metri quadrati di mosaici databili tra la fine del IV e l’inizio del V secolo e lo splendido mosaico del pavone, collocato a parete, che decorava l’abside del lungo ambiente di passaggio (nartece) che collegava la Südhalle e la Basilica.

Grado, figlia di Aquileia – Non si può arrivare ad Aquileia senza spingersi fino a Grado, perla delle località marine del Friuli Venezia Giulia, a 10 km di distanza. Suggestivo borgo di pescatori dall’antichissima storia, trasformatosi negli anni in una vivace ed elegante località turistica, Grado – nel cuore dell’omonima laguna, con 10 km di stupende spiagge esposte a Sud – è conosciuta come l’“ Isola del Sole”. Un tempo vi si approdava in battello, ora ci si arriva comodamente in auto, percorrendo la strada disegnata nel cuore della laguna che, dal 1914, la collega alla campagna della Riviera Friulana. Grado deve la sua nascita ad Aquileia, dato che gli aquileiesi si rifugiarono sull’isola nel V secolo, dopo che la città era stata messa a ferro e fuoco dagli Unni di Attila. Sede dal 586 del Patriarca, Grado conserva di quel periodo alcuni splendidi monumenti (la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie), che costituiscono il nucleo del suo incantevole centro storico ( castrum), molto ben conservato. Qui si trovano fra l’altro ristoranti e trattorie dove gustare la rinomata cucina gradese, fra le più apprezzate dell’Adriatico, che ha nel Boréto (la tradizionale zuppa di pesce in bianco locale) il suo piatto simbolo.

Aquileia romana: siete invitati a casa di Tito Macro (msn.com)

Per maggiori informazioni: www.fondazioneaquileia.it

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