DAVANTI ALLE MANCANZE ( mi perdoni Carducci)

La scultura si trova nel cimitero di Staglieno


I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
van da San Guido in duplice filar,…

osservano il mio incedere
fra lenzuola candide e lacunose mancanze
lo sguardo oltre le loro chiome argentee
come capelli di uomo antico
antico come i ricordi ormai sbiaditi.
E se il poeta avesse immaginato che dalle sue parole
avrei cantato una dimenticanza
quando disdegnò di calpestare quel suolo natio e i suoi cipressi
nella sua corsa verso altri luoghi forse, avrebbe fermato il treno
inchinandosi alle loro maestose altezze.
Non è tempo di andare altrove
sorrido di quella mesta paura aggrovigliata pena
sono fiera delle mie ossa un po’ rotte alle giunture
dei dispiaceri e di quel mio presunto egoismo
che va preso con le molle di un paracarro consumato
dai troppi viaggi oltre il suo potere.
Amare è difficile
essere amico nel restare, significa coraggio
ciò che pochi dimostrano di avere,
e l’orgoglioso non andrebbe valutato
con le ferite inferte al portatore
colui che ferisce, andrebbe mantecato come riso parboiled.
Ridendo di questi miei pensieri un po’ crepuscolari
guardo oltre lo scorrere del treno…
E un asin bigio, rosicchiando un cardo
rosso e turchino, non si scomodò:
tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo
e a brucar serio e lento seguitò.

Fioralba Focardi 15/03/2019

Ho preso alcune strofe di Giosuè Carducci che non me ne voglia!

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