Buon compleanno Giancarlo Antonioni

Oggi è il compleanno di un mito per la città di Firenze e soprattutto per i tifosi della viola.
Parlo di Giancarlo Antonioni, che arrivò nella mia città quando io frequentavo le medie.
Nata con l’anima viola, quando questo giovanissimo calciatore arrivò in città, tutte le ragazze e pure la sottoscritta, s’innamorarono di lui.
Una mattina di primavera entrò in classe “Trello”, lo chiamavamo per cognome, era un ragazzino di due anni più grande del resto della classe, ripetente un anno sì e l’altro pure, era decisamente furbo nei confronti della nostra combriccola: due anni di differenza a quell’età ( specie negli anni 70) davano al nostro eroe la faccia tosta per imbastire ai danni di chi che sia goliardiche situazioni.
Entrò in classe dicendo: “Ho scoperto dove abita Antonioni”.
Immaginate noi pulzelle innamorate di questo ragazzo poco più grande di noi, che calpestava i campi della squadra del cuore.
Ci affollammo intorno a lui cercando di farci dire dove abitasse.
Lui disse che non poteva dirlo, che era un segreto…ma stava già imbastendo una delle sue alle nostre spalle.
Dopo due giorni, arrivò in classe con un’aria seria e chiamando tutte le bambine di Antonioni ( come si direbbe oggi), disse che per la modica cifra di 150 lire a testa ci avrebbe portate sotto casa dell’oggetto dei nostri desideri.
Ingenue, innamorate, curiose, demmo quasi tutte le 150 lire, rinunciando al gelato all’uscita di scuola o alla merenda che arrivava in corridoio ogni mattina.
Il giorno concordato ovviamente marinammo la scuola, e il nostro cicerone ci portò in una via poco lontana dalla scuola, dopo una mezzoretta e dopo aver riscosso il dovuto, si allontanò lasciandoci ad aspettare il nostro idolo.
Dopo tre ore, di Antonioni nessuna traccia, uscì invece dal portone della palazzina una signora che vedendoci tutte lì chiese che cosa fosse successo, al che raccontammo che aspettavamo Antonioni.
La signora non sapeva chi fosse questo Antonioni, quando poi le spiegammo che si trattava di un giocatore di calcio, iniziò a ridere e prendendoci anche in giro ci disse: “Oh bimbe vu siete state prese pe’ i culo bene bene, qui di Antonio c’è solo i’ mi marito ma l’è morto da tre anni”.
Tornammo verso la scuola, aspettando la fine delle lezioni, ovviamente del nostro Trello non c’era traccia.
Il giorno dopo tutte avevamo la giustificazione falsa, tutte avevamo scritto “problemi con il mal di pancia”, la prof. d’Italiano fece finta di niente, ma ovviamente nei giorni successivi ci tartassò interrogando sempre all’improvviso noi: le deluse.
Del traditore si persero le tracce per una settimana, quando tornò cercammo di farci rendere i soldi, ma, ovviamente li aveva già spesi in giornaletti pornografici,che puntualmente portava a scuola, e in sigarette.
Noi non abbiamo mai saputo dove realmente abitasse Antonioni, la sottoscritta è rimasta una sua grande e fedele tifosa.
Buon Compleanno Giancarlo

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