2 aprile nasce Anatole Le Braz

Anatole Le Braz (2 aprile 1859 – 20 marzo 1926) è uno scrittore e folklorista francese.

Nacque a Saint-Servais (Costa dell’Armatura). Fu iscritto come stagista al liceo di Saint-Brieuc (Côtes-d’Armor), che ora è un college secondario che porta il suo nome, mentre Nicolas Le Bras, suo padre, esercitava la sua professione di insegnante in vari comuni della Bretagna, tra cui Ploumilliau, la cui chiesa contiene uno status di Morte rappresentata come mietitore e chiamata Ankou. Nicolas Le Bras ama le canzoni bretoni e le trascritte su quaderni, che Anatole erediterà. Trascorre regolarmente le sue vacanze nel Tregor, che ha ispirato il suo lavoro.

Sta preparando una laurea in lettere a Parigi e un’aggregazione di filosofia che non completa per motivi di salute. Ciò non gli impedirò di insegnare filosofia al College of Etampes intorno al 1880, o soprattutto di ottenere nel 1886 una posizione come professore di lettere alla Quimper High School, un appuntamento che scatenò la sua vocazione letteraria.

A Quimper, con François-Marie Luzel, l’archivista dipartimentale, raccolse canzoni bretoni popolari che pubblicavano con il titolo Soniou. In seguito intervistati i contadini e i marinai della Bretagna, raccogliendo canzoni popolari, racconti e leggende. Dopo il suo lavoro, pubblicò “The Legend of Death among the Armouric Bretons”, “The Breton Saints according to popular tradition” e “In the Land of Forgiveness”. Fu lui a ricevere e pubblicare parzialmente la prima versione manoscritta dell’autobiografia di Jean-Marie Déguignet.
Dopo aver chiesto il parere di Ernest Renan, chiese e ottenne il permesso dall’amministrazione di dare un corso bretone facoltativo agli studenti delle scuole superiori. Il primo del suo genere in Bretagna.

Nell’agosto del 1898 fu presidente dell’Unione Regionalista Bretone creata a Morlaix in seguito alle celebrazioni bretoni. Nel 1899 entrò a far parte dell’Association of The Blues of Brittany.

Fu nominato docente e poi professore alla Facoltà di Lettere di Rennes dal 1901 al 1924. Il suo lavoro si concentra sulla Bretagna, il Romanticismo e il teatro celtico, oggetto della sua tesi nel 1904. È anche docente in Svizzera e negli Stati Uniti.
Il 3 settembre 1921 si risposò con Mary Davidson, sorella di Henry Davidson, ex presidente della Croce Rossa degli Stati Uniti e direttore di J.P. Morgan a New York. Questo matrimonio lo portò ad intraprendere una seconda carriera durante gli anni di pensionamento come docente in Bretagna nel paese di sua moglie.

Anatole Le Braz era ammirato per la qualità della sua lingua, non solo nei suoi esercizi letterari, ma anche nel suo brillante esercizio oratorio.
L’influenza letteraria e politica di Anatole Le Braz, discepolo e visitatore abituale di Ernest Renan, fu importante perché presentò una relazione con la Bretagna che non escludeva una sincera fedeltà alla Francia.
Era nel campo repubblicano, in un momento in cui la popolazione si stava gradualmente radunando nella Repubblica e riuscì ad apparire brevemente come un uomo di concordia, nei confronti dei regionalisti di destra. Ma si allontanò dall’Unione Regionalista Bretone, quando gli sembrò di diventare un rifugio dalla “reazione” anti-repubblicana.
I suoi romanzi e le descrizioni della Bretagna rurale interessavano un pubblico, che lo vedeva come uno dei resti dell’esotismo sul suolo metropolitano. Appare quindi come contrappeso all’influenza passata di La Villemarqué.
Definendosi un progressista, riferì di un’espressione in bretone, che, come Renan, non voleva sopravvivere, vedendola come un ostacolo alla penetrazione della lingua della cultura che poteva essere solo il francese.
Diverse centinaia di comuni della Bretagna hanno dato il nome a una delle loro strade.

Anatole LE BRAZ : poèmes, biographie, oeuvres et recueils (unjourunpoeme.fr)

Serata d’autunno

L’autunno è la stagione dolente.

L’anima degli aratri sonnolenza

Berce con un inno assonne L’infanzia delle orecchie future;

E, purtroppo,
il mare della Bretagna inizia a gemere la sera.
Dai sentieri di
montagna, inizia a aggirarsi mese nero.

E le campane sembrano vedove, nei
campanili silenziosi…
Non ci ritroverete nelle zone!
Questo è l’inverno, il tempo del vecchio.

Per la
partenza delle allodole, Colora la campana della morte dell’abbandono.
Piangi, o cappelle
mute, le candele spente del Perdono!

… Con gli uccelli
che passano, i chierici vanno al primo raffreddore.
Prendono, secondo
l’usanza, i loro libri, annodati tre per tre.

L’autunno è la stagione dolente.
Le madri, sulla
soglia, a lungo,
dalla loro lenta benedizione incoraggiano l’esitante;

Perché, quasi oltre
la recinzione, più di uno appeso
il suo passo, come
se le voci, da dietro, gli sussurrò: “Non andare via!”

Dediche per il Canto della Bretagna

Una sera hai sognato
seduto sull’orlo degli scioperi è venuto in piedi un arpione di Quimper.
I sogni che cantava
suonavano come i tuoi sogni come il suono dei pini alle voci del mare.

Disse la bellezza
della terra oceanica, il Suo
incantesimo
lento, delicato e segreto, ed era il tuo fascino, o sorella di Viviane, che cantando il suo paese l’arpista celebrava.

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