Tutta mia la città


Mi dici: « Famolo strano».
«È? »
«Dai usciamo, e mentre si cammina parliamo, pensa se non avessimo i cellulari, allora sì che sarebbe stata una tragedia».
Come sempre mi fai sorridere, che fortuna il cellulare, le vi-deo chiamate, di questi tempi sono fondamentali.
Un leggero trucco, e via si parte.
Firenze oggi è grigia, come il mio umore, lo avrete capito, tira anche un bel vento, e ogni tanto la pioggerellina si palesa sui pochi passanti.
Il tragitto con te che mi parli nelle cuffie è bello, sembra che il sole esista anche se è un giorno tetro, ridiamo di alcuni personaggi che ci passano accanto. Ce li raccontiamo.
I progetti di nuovi viaggi, di New York a ottobre, la vedo dura, Parigi per un fine settimana super romantico, e Lisbona che abbiamo già disdetto due volte: «Amore forse porta jella mi sa».
«Non demordo, voglio andare a Lisbona!»
Mi viene in mente una canzone “Tutta mia la città”, inizio a cantare e tu mi segui, in effetti siamo in due città diverse e deserte.
Malinconiche città orfane dei turisti e dei suoi cittadini, sempre di corsa, e sempre con gli occhi altrove per fermarsi ad ammirare tutta la bellezza in cui siamo immersi.
«Che malinconia,» ti dico, «hanno chiuso altri due negozi che frequentavo in tempi migliori».
«Non ci pensare ora, continua a cantare».
Nemmeno un bar aperto per un caffè, hanno già chiuso tutti.
Continuiamo a cantare e “La Ferita” si staglia davanti agli occhi, enorme come è enorme questa tragedia mondiale.
Chiudo per un attimo il telefono scatto alcune foto e te le invio, poi ti richiamo, e discutiamo così del significato dell’opera di JR.
Bello poter parlare di arte anche se distanti, confrontare le sensazioni che in altri giorni avremmo discusso animatamente, e io che ti avrei ascoltato incantata come sempre, mi piace il suono della tua voce, e di come racconti i tuoi pensieri.
Beata tecnologia, il caricabatteria portatile è funzionale, per poter continuare a parlare.
Torno verso casa passando dalla stazione…
Che voglia di prendere il treno l’ultimo, quello della notte per raggiungerti…


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