12 aprile 1908 La collezione Stibbert diventa museo

Il complesso architettonico sul colle di Montughi, lungo le vie omonime di Stibbert e Montughi, ospita il Museo Stibbert che da residenza e collezione privata, divenne museo il 12 aprile del 1908, dopo alcune controversie tra il governo inglese e il comune di Firenze.

Nato dalle collezioni di Frederick Stibbert (1838-1906), un inglese di madre toscana che qui alla fine dell’Ottocento aveva restaurato e ingrandito la piccola Villa Montughi, creando la sontuosa villa di famiglia, è uno dei più interessanti esempi di eclettismo ottocentesco nonché una celebre dimostrazione di amore verso la città della nutrita comunità inglese che alla fine dell’Ottocento rappresentava una larga fetta della popolazione cittadina.

La sua sterminata ricchezza, gli aveva consentito di vivere una brillante vita mondana, costellata di viaggi ininterrotti per tutta l’Europa, e contemporaneamente di alimentare la sua passione collezionistica, le sue raccolte di storia del costume, delle armi e delle arti applicate

Due giorno dopo la sua morte, avvenuta il 10 aprile del 1906, fu pubblicato il testamento: «… il Museo di mia proprietà, posto a Montughi, presso Firenze, e la cui collezione di oggetti d’arte mi costa ingenti somme di denaro, tante cure e fatiche […] con tutti gli oggetti tanto antichi che moderni, l’Armeria, la Galleria dei quadri, la libreria, la mobilia tutta, le fabbriche costituenti la villa ed annessi di Montughi, il giardino e quanto altro fa corpo a detti beni, ed in una parola tutto quello e quanto di mobile e immobile io possiedo in detta località […] dovrà passare a titolo di legato al Governo Inglese […]. Nel caso che il Governo inglese non volesse o non potesse accettare, gli sostituisco il Comune di Firenze […]».

Il testamento era stato redatto nel maggio del 1905, pochi giorni dopo la visita che l’amico Guy Francis Laking, aveva fatto a Stibbert con l’intenzione di ricordargli la sua nazionalità e la necessità di lasciare le collezioni al paese d’origine. I vincoli testamentari, tra cui l’obbligo di mantenere le collezioni nella loro sede, potevano prospettare una rinuncia inglese; in realtà, in un primo momento, il governo conservatore di lord Arthur Balfour comunicò a Stibbert l’intenzione di accettare l’eredità (lo documenta l’archivio Stibbert).

La città di Firenze alla pubblicazione del testamento si mobilitò per ottenere la rinuncia del Governo britannico.
Tra luglio e agosto gli scambi di corrispondenza si infittiscono, il Comune di Firenze dichiara il proprio interesse all’eredità e la sua disponibilità ad accettarla con delibera di Giunta del 25 luglio 1906. Finalmente, il 16 agosto, viene spedita la definitiva rinuncia all’eredità di Frederick Stibbert, da parte del Governo inglese. La città di Firenze ottiene il lascito, e il Museo Stibbert viene istituto con Regio Decreto il 12 aprile del 1908. Un anno più tardi viene inaugurato e aperto al pubblico, alla presenza del Sindaco, delle autorità, e di un folto pubblico.

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