14 aprile nasce Jericho Brown

Nato e cresciuto a Shreveport, Jericho Brown ha ottenuto la laurea triennale alla Dillard University, la magistrale all’Università di New Orleans e il dottorato di ricerca all’Università di Houston. Ha insegnato all’Università di Houston dal 2002 al 2007, all’Università statale di San Diego nel 2009 e all’Università Emory dal 2013.

Nel 2008 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Please, seguita nel 2014 da The New Testament. Nel 2020 il suo terzo libro, The Tradition, gli è valso il Premio Pulitzer per la poesia. Oltre al Pulitzer, Brown ha ricevuto numerosi altri prestigiosi riconoscimenti, tra cui l’American Book Award (2009), il National Endowment for the Arts (2011) e la Guggenheim Fellowship (2016).

Come un essere umano

C’è la felicità che hai
E la felicità che meriti
Sedute a distanza
Come te e tua madre
Ai lati opposti del divano
Dopo che un’ambulanza venne
A prendere tuo padre. Qualche
Bravo dottore lo ricucirà e
Presto una zia verrà per portare
Tua madre all’ospedale
Dove si metterà al suo fianco
Per sempre, come promesso. Lei aggrappata
Al bracciolo della sedia quasi potesse cadere,
quasi fosse l’unica cosa sicura
E lo è, dato che tu hai sempre fatto
Ciò che volevi, hai sfidato
Tuo padre e hai vinto, l’hai marchiato.
Avrà una cicatrice in bella mostra
Per colpa tua. E tua madre, l’unica
Donna per la quale hai mai pianto,
Dovrà averne cura, come una sposa delle
Sue promesse, dimenticando tutti gli altri
Non importa quanto dolente il torto.
Non importa quanto dolente il torto
Ti abbia lasciato, resti lì sentendo
Te stesso come un essere umano finalmente
Libero ora che nessuno ti deve amare.

Pallottoliere

Non mi sparerò un colpo
In testa, e non mi sparerò
Alle spalle, e non mi impiccherò
Con un sacco del pattume, e se lo facessi,
Te lo giuro, non lo farò
In manette in una macchina della polizia
O nella cella della prigione di una città
Il cui nome conosco solo
Perché ci passo in macchina
Tornando a casa. Sì, posso essere a rischio
Ma te lo giuro, sono convinto che i vermi
Che vivono sotto le assi del pavimento
Di casa mia faranno ciò che fanno
Ad ogni carogna più di quanto creda
Che un agente di polizia di questo paese
Mi possa chiudere gli occhi come farebbe
Un uomo di Dio, o mi copra con un lenzuolo
Così pulito che mia madre mi ci avrebbe
Rimboccato. Quando mi ucciderò lo farò
Come fa la maggior parte degli americani,
Te lo giuro: col fumo di sigaretta
O con un boccone di carne che mi soffochi
O restando così al verde da morire congelato
In uno di quegli inverni che continuiamo
A chiamare il peggiore. Lo giuro, che se
Senti dire che sono morto da qualche parte vicino
A uno sbirro, è stato quello sbirro che mi ha ucciso.
Mi ha portato via da noi e lasciato il mio corpo che è,
Non importa cosa ci abbiano insegnato,
Tanto più di quanto lo Stato potrà
Mai dare a una madre per fermarle il pianto,
E più bello della pallottola nuova di pacca
Ripescata tra le pieghe del mio cervello.

qui trovate le poesie in lingua originale Jericho Brown – quattro poesie | NAZIONE INDIANA

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