Un Dante in versione rock

Immaginate di scivolare in una colossale visione nella quale decine di figure si affastellano in un un trionfo di musica elettronica, corpi nudi che si contorcono, o si elevano a seconda della cantica immaginata dall’artista, e miniature quattrocentesche esaltate dai superbi accenti della lingua.
Se c’è un omaggio decisamente originale reso al sommo Dante, nell’anno in cui ricorre il settecentenario della morte, questo trova posto a Roma, all’interno di palazzo Rhinoceros, progettato per Alda Fendi da Jean Nouvel.
A partire dal 15 aprile, e fino al 25 luglio, un Inferno radioattivo e un Paradiso abbagliante guideranno l’ambizioso progetto espositivo che mette insieme, nel cuore della capitale, fotografia e installazioni multimediali, nel segno di Dante Alighieri.

Tutto è pronto, in via dei Cerchi 19, per accogliere questa originale rivisitazione della Divina Commedia, nata dall’incontro tra il progetto fotografico EverAfter di Claudia Rogge e DANTE. In a private dream of Raffaele Curi, oltre che dalla presentazione dell’iniziativa La parola di Dante fresca di giornata dell’Accademia della Crusca.

Raffaele Curi, DANTE in a private dream of Raffaele Curi, Installation view | Foto: © Simone Liberanome

L’evento sarà inaugurato, su invito, giovedì 15 aprile, mentre dal giorno successivo la galleria sarà aperta al pubblico su prenotazione, e con ingresso gratuito.

La prima “visione” che attende gli ospiti di rhinoceros Gallery è data dalle fotografie di grandi dimensioni che l’artista tedesca Claudia Rogge ha realizzato nel 2011 ispirandosi proprio alla Divina Commedia. I visitatori incontreranno i tre regni dell’oltretomba dantesco, Inferno, Purgatorio e Paradiso, rappresentati dall’artista in un’accezione personale e contemporanea. Ad avvolgerlo saranno immagini visionarie apparentemente ispirate alla pittura antica e animate da decine di figure affastellate le une sulle altre.
Per realizzare questo corposo lavoro di elaborazione digitale che dà vita a un’unica imponente visione, Claudia Rogge ha impiegato una tecnica che prevede la messa in posa e lo scatto di decine di fotografie singole, assemblate in un secondo momento.
Ad accrescere il risultato spettacolare saranno i ritratti di giovani figure femminili dai volti celati o inespressivi che, attraverso l’elaborazione digitale, si moltiplicano all’infinito.

Dalle visioni di Claudia Rogge lo spettatore sarà sospinto all’interno di una stanza buia per compiere un percorso obbligato, non lineare, lasciandosi avvolgere da una grande installazione multimediale. Travolto da questo incubo dantesco, mentre una luce spettrale tesse una foresta elettronica nella quale perdersi, il pubblico ritrova sui monitor le quattro città radioattive di Chernobyl, Hiroshima, Sellafield e Harrisburg, madide di musica elettronica, colonna sonora di questo Inferno contemporaneo. A suggello di questa esperienza, il verso dantesco pronunciato da Pier delle Vigne risuona come un monito. “Uomini fummo, e or siam fatti sterpi”.

È il DANTE. In a private dream of Raffaele Curi. Un intervento immaginato dal direttore artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti che propone nelle sale di rhinoceros gallery una originale rilettura della selva dei suicidi descritta da Alighieri nel Canto XIII dell’Inferno. Curi immagina un’opera rock su un Dante radioattivo, incentrando la sua riflessione sulle tematiche ambientali ed ecologiche sempre più vicine alle nuove generazioni.

Il Paradiso dantesco, posto al livello superiore di rhinoceros gallery, ha invece le sembianze di uno spazio celestiale, dove l’atmosfera, più lieve e rarefatta, accoglie una celebre miniatura del maestro trecentesco senese Giovanni di Paolo di Grazia, che illustra le tappe finali del viaggio di Dante in compagnia di Beatrice. Al cospetto di questo ambiente acceso da un’abbagliante illuminazione dorata il pubblico sarà costretto a indossare gli occhiali da sole.
A quest’omaggio sfolgorante al padre della lingua italiana partecipa anche l’Accademia della Crusca con l’iniziativa La parola di Dante fresca di giornata. E proprio alle parole, accompagnate da un breve commento e dalla citazione dantesca, sarà dedicato uno spazio importante sul profilo Instagram dell’Accademia e in un apposito spazio della mostra, il tutto accompagnato da letture dantesche.

Un Dante in versione rock per la Fondazione Alda Fendi – Roma – Arte.it

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