L’essenza

Nelle ore sveglie faccio i conti con la notte
parlo da sola allo specchio
di ciò che non sei.
Uomo di volti pallidi
sorrisi spenti
parole inutili
se cerchi la via maestra del cuore.
I viali hanno nuove foglie
tenere come la malinconia
e il cielo è grigio
ma io canto e sento il sole
sfiorarmi la pelle.
Il mare sai
richiama il vento
prima della fine
avrà raccolto conchiglie
sparse sulle sue spiagge
e io cammino scalza
sento l’umidità del pianto
caduto sulla terra
e non è fango credimi
per fortuna non lo è
se fioriscono ancora papaveri
e germoglia il grano.
Quando sarà estate
berrò vino
e lascerò al tempo
la sua vendetta di parole
bruciate al fuoco di una strega.
La distanza si colma con la speranza
l’assenza uccide il pensiero
la mancanza è il coperchio di una bara
di ciò che era è non è stato.

Fioralba Focardi 15/04/2017

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