Nell’ infinito di una poesia

Lui, è sinfonia
cantarlo è un’emozione.
Il glicine fiorisce
e nella notte
l’aria ha il suo odore.
Ascolto vibrazioni
suonate dal vento
riportano a me
l’ardore dei suoi occhi
sfavillanti stelle.
Voglio bruciarmi
fuoco di un altare
cera nella sua mente
sciogliere le vene
sulla sua pelle.
Confondermi
fra tulle di tende
e la notte stellata
di un’emozione
che ha solo la sua fisionomia
e poi morire d’amore
fra le sue braccia
e rinascere ogni volta
al suono della sua voce.
Lui è la mia anima
confusa alla sua
persa senza tempo
realtà a cui dare spazio
nell’infinito di una poesia.


Fioralba Focardi 16/04/2018

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