Boccaccio legge Dante

Giovanni Boccaccio fu il primo biografo di Dante e uno dei primi commentatori della Commedia. A lui si deve l’appellativo “Divina” che oggi comunemente viene premesso al vero titolo dell’opera che era appunto “Commedia”.

Nel giugno 1373 una petizione di alcuni cittadini ai priori delle arti e al gonfaloniere di giustizia chiedeva la pubblica lettura del libro che volgarmente si chiama el Dante.
Come lettore fu scelto Boccaccio che presso la chiesa di Santo Stefano in Badia (sul cantone tra via del Proconsolo e via degli Alighieri), il 23 ottobre del 1373 iniziò le sue esposizioni, sessanta lezioni pubbliche sul testo di Dante. L’incarico riguardava l’intera opera, ma le cattive condizioni di salute impedirono al Boccaccio di andare oltre il canto XVII dell’Inferno.

Le letture furono proseguite nei giorni festivi in luoghi diversi della città, da Benvenuto da Imola, da Francesco Filelfo, da Filippo Villani e da frate Domenico da Corella, ossia da tutti i più importanti conoscitori della Commedia che fossero in Firenze.

700 Dante Firenze

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