Trenta denari

Delle mie fantasie infagottate nelle malinconie
prendo te ladro e baro di parole vestite
poche verità e molti inganni.
Ti odio
ma non di quell’amore che sognavo e svelavo
ma di quell’odioso rancore incancrenito dai tuoi silenzi incolori.
E beh… mi hai fregata sul tempo e sul noi
per poi relegarmi a merce di scambio alla tua verità.
È sì mi hai fregata per trenta denari
e per la tua egocentrica vanità.
puoi ridere ora
hai svenduto la mia cieca fiducia e un sogno
alla tua falsa moralità.
Venderò le parole
le venderò e sarai più ricco forse
senza sapere che le ferite
non vanno a braccetto col mai.
Ti odio del rancore profondo
mi hai venduta per trenta denari
e la tua vanità.


Fioralba Focardi 25/04/2019

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