26 aprile nasce Lamberto Pignotti

Lamberto Pignotti è nato nel 1926 a Firenze ove è vissuto sino al 1968, anno in cui si è trasferito a Roma. Nei primi anni 50 teorizza le forme della poesia tecnologica, della poesia visiva, di cui cura
nel 1965 una prima antologia comprendente testi di 15 autori.

Nel 1963 con Miccini, Chiari ed altri, costituisce il Gruppo 70 e partecipa alla formazione del Gruppo 63. Dal 1971, come insegnante alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS di Bologna, tiene corsi sui rapporti fra avanguardie, mass-media e new-media.

La sua attività artistica sviluppa appunto rapporti tra segni e codici di diversa provenienza: linguistici, visivi, acustici, olfattivi, tattili, teatrali. Nascono varie forme di happenings e performances, le “Poesia e no”, le “cine-poesie”, i libri-oggetto di plastica, le “poesie da mangiare”, i “chewing-poems” e i collages delle poesia visive.

Ha pubblicato numerosi libri di poesia sia lineare che visiva, racconti, saggi e antologie e organizzato varie rassegne d’arte intermediale. Ha partecipato a rassegne collettive quali la Biennale di Venezia, la Quadriennale di Roma, la Biennale di Sao Paulo.

La “Poesia Visiva”, di cui Pignotti è stato uno degli iniziatori e teorizzatori, è un fatto tipicamente italiano e nasce a Firenze come movimento polemico verso la poesia lineare, a differenza della quale si impegnava e tuttora s’impegna nella manipolazione critica delle immagini che costituiscono il segno principale della civiltà dei consumi. In tal senso si collega alla poesia tecnologica, altra invenzione di Pignotti, cioè a una poesia scritta nella lingua di oggi e nella lingua di tutti ovvero nella lingua corrente propria delle comunicazioni di massa.

Nasce pertanto il poema-collage tecnologico che usa stilemi verbali e visuali di dominio pubblico ma stravolgendoli. Ad esempio, in una serie di collages di francobolli Pignotti crea un contrasto spiazzante tra la frase fumettata e il personaggio raffigurato sul francobollo.
Così pure nella serie “Visibile / Invisibile” e in quella “De-com-posizione” immagini prese da rotocalchi vengono in parte velate o abrase e commentate da una frase dell’autore: l’effetto è quello d’una risignificazione del visibile tramite l’invisibile.

In particolare le immagini femminili da rotocalco, e sono le preferite da Pignotti, son quelle tipiche dell’indossatrice ed è proprio tale modo significativo ad essere ironicamente risemantizzato.
Tre sono dunque i media che Pignotti usa per tali operazioni: il francobollo, il fumetto e la fotografia. Se il drammaturgo svedese Strindberg avvertiva “Attenti, le parole vi ingannano”, Pignotti e gli altri autori visivi aggiungono “attenti, pure le immagini”.

Lamberto Pignotti (ulu-late.com)

Il supersfruttamento

Le nostre cose sono le peggiori.
Manca il tempo per sorridere,
non vengono in mente
grossi sogni o grandi avventure.
Lacrime e sudore, e nulla in cambio.
Ci occorre stomaco per vivere
e non si vive per noi,
né si vive con rabbia.
Che c’importa se fiumi e farfalle sono decorativi?
Andiamo in rovina,
i pensieri si muovono alla cieca,
e c’è chi sta peggio.

Vi consiglio anche questa lettura per comprendere meglio Lamberto Pignotti

Lamberto Pignotti :: Poesianet (webnode.it)

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