Morire di lavoro

Eppur si vive in questo mondo fatto di egoismi, tirare sul prezzo e sulla vita

È una costante di chi sente onnipotente.

E si muore per pochi spicci macellati come animali, i diritti alla sicurezza sono chimera.

Di anno in anno l’esercito di morti ingrossa i necrologi, i rei non sono mai colpevoli

E chi resta ha l’amaro in bocca della disperazione,  la rabbia di non sapere perché son morti.

I giornali scrivono per poi lasciare all’oblio queste anime, non sono importanti, loro

Contano meno di un principe, di un politico, di un potente, hanno solo la colpa di voler lavorare

per uno stipendio magro che gli consenta di vivere una vita normale.

M a noi che ce ne frega? In fondo è toccato a loro, ma non si pensa

Che un bastardo qualunque in base al suo concetto di guadagno

Potrebbe decidere di ignorare certe norme, dare bustarelle e fregare il prossimo coglione

Che ha deciso di essere un lavoratore.

Fioralba Focardi

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