12 maggio nasce Manuel Alegre

(© Foto Luiz Carvalho)

È figlio di Francisco José de Faria e Melo Ferreira Duarte, fratello dello sportivo Mário Duarte,figlio della I Baronessa di recosta, nipote materno del I barone di Cadoro e pronipote matrilineare del I visconte di o Barreiro, e della moglie Maria Manuela Alegre. Sua sorella Maria Teresa Alegre de Melo Duarte è anche vice ed è vedova di un altro deputato, António Jorge Moreira Portugal (1931-1994). Il loro figlio è il giornalista Manuel Alegre Portugal. Come disse una volta, i suoi antenati furono impiccati e decapitati alla Praça Nova di Porto,durante le guerre liberali.

Fu membro del Partito Comunista Portoghese fin dalla sua giovinezza fino all’invasione sovietica della Cecoslovacchia,alla quale si oppose fermamente, nel 1968. Oggi è solitamente considerato uno dei membri più di sinistra del Partito Socialista Portoghese. Ha votato contro tutte le revisioni della Costituzione portoghese del 1976 e si è astenuto dal voto commemorativo per il decimo anniversario della caduta del muro di Berlino,nel 1999. [citazione necessaria]

Mentre studiava legge all’Università di Coimbra, Alegre fu notato per la sua opposizione al governo dittatoriale di António de Oliveira Salazar- il regime di Estado Novo. Fu arruolato , einviato nelle Azzorre e successivamente nell’Angola portoghese, doveil suo coinvolgimento in un tentativo di ribellione militare portò alla sua prigionia. Dopo aver scontato la pena detentiva a Luanda, tornò a Coimbra,prima di andare in esilio nel 1964. Come studente all’Università di Coimbra fu una figura molto attiva dell’Associação Académica de Coimbra, il sindacato studentesco dell’università, mentre era membro dell’organo di governo, atleta e agente culturale (poesia e teatro). Non si laureerebbe mai in legge.

Avrebbe vissuto i successivi dieci anni ad Algeri,dove fu una delle voci principali di una stazione radio diretta in Portogallo, Rádio Voz da Liberdade ( Voce della Libertà ), chiamata anche Rádio Argel, da dove avrebbe guidato una serie di attività a sostegno delle forze africane che si opponevanoall’interventomilitare portoghese nella guerra colonialeportoghese, anche disendo informazioni privilegiate sulla strategia portoghese nel teatro di guerra. La distribuzione dei suoi primi libri fu proibita dal governo di Salazar, così circolarono in forma samizdat. Alegre tornò in Portogallo nel 1974, una settimana dopo la rivoluzione dei garofani. [citazione necessaria]

Si unì quasi immediatamente al Partito Socialista e fu eletto al Parlamento in tutte le elezioni dal 1975. Attualmente è uno dei vicepresidenti del Parlamento e fa parte del Consiglio di Stato consultivo del Presidente.

Molte delle sue poesie sono state realizzate in canzoni, cantate tra le altre da Zeca Afonso e Adriano Correia de Oliveira,e suonate da Carlos Paredes. Le sue parole sono state musicate da Tony Haynes nell’album del 1997 della Grand Union Orchestra, The Rhythm of Tides. [5]

Una delle sue poesie Uma flor de verde pinho ha vinto il Festival RTP da Canção del1976, che ha rappresentato il Portogallo all’Eurovision Song Contest.

Nel 2004 perse contro José Sócrates per un’offerta per la leadership del partito.

Nel 2005, una statua in suo onore è stata eretta a Coimbra.

Il 24 settembre 2005, ha annunciato che sarebbe stato candidato alle elezioni presidenziali portoghesi del 2006, nonostante il sostegno ufficiale del suo partito all’ex presidente Mário Soares come candidato. Alle elezioni del 22 gennaio 2006, ha finito per raccogliere il 20,7% dei voti validi (il secondo importo più grande dopo il presidente eletto, Cavaco Silva,e davanti al candidato ufficiale del suo partito Mário Soares).

È anche membro del Consiglio di Stato portoghese,eletto dall’Assemblea della Repubblica.

Manuel Alegre – Wikipedia

Alegre, ha sempre coniugato alla poesia la lotta contro ogni forma di oppressione
ed è stato capace di infondere, con la generosa passione civile di cui è intrisa la sua parola, un
costante anelito alla libertà, portando la poesia per strada, in mezzo alla gente.
Nel 1956 entra nella Facoltà di Giurisprudenza di Coimbra, e subito dopo inizia il suo percorso
politico di opposizione al Salazarismo e diventa militante del partito comunista portoghese. Nel
luglio del 1964 arriva a Parigi e viene eletto nella direzione del Fronte Patriottico di Liberazione
Nazionale, presieduta da Humberto Delgado.
Dopo la Rivoluzione dei Garofani nel 1974 torna in Portogallo ed entra nei quadri della
radiodiffusione portoghese come direttore dei servizi ricreativi e culturali, ed è uno dei fondatori
dei Centri Popolari 25 aprile, una organizzazione che pretendeva una carta civica complementare
a quella dei partiti. Si candida come deputato all’Assemblea Costituente ed è eletto deputato
all’Assemblea della Repubblica nel 1976, facendo parte anche del primo Governo Costituzionale
(di Mário Soares), prima come Ministro della Comunicazione Sociale, poi come viceministro agli
Affari Politici. In parlamento è presidente della Commissione Parlamentare degli Affari Esteri,
vicepresidente della Delegazione Parlamentare Portoghese al Consiglio d’Europa, vicepresidente
del Gruppo Parlamentare del Partito Socialista e vicepresidente dell’Assemblea della Repubblica.
La sua vita sociale e politica non è mai disgiunta dalla suo lavoro letterario, una poesia che
rispecchia la storia, la passione per la libertà, l’impegno per la democrazia: basti ricordare le
poesie di Praça da Canção (Piazza della canzone) scritte durante la prigionia nel carcere di
Coimbra che, proibite e sequestrate dalla polizia, sono circolate clandestinamente e passate di
bocca in bocca, imparate a memoria. Nel 1967 esce il volume O Canto e as Armas (Il canto e le
armi), ancora oggi un best seller.
20171122b.pdf (unipd.it)

QUEL LUOGO

Nell’umida zona della terra

presso il mare presso un fiume

presso

l’astratta sorgente delle metafore

o sotto la lingua

nella zona più umida della bocca

dove germinano verbo e sputo e canto

nelle zone umide del corpo

dove scorre sangue e mestruo e sperma

nella zona più umida

dove si sente talvolta lo spirito sudare

nel pantano del dentro

presso il lago più occulto

quel luogo distante dove tutto è umido e liquido

e humus

e dove la bocca di Dio si chiude e si schiude

e ne conosci il colore della parola

con cui tutto si scrive e tutto

finisce.

LA MANO CHE SCRIVE

Giunge il grido di Dio nel centro del silenzio

tra l’astro invisibile e le stelle cadute

e giunge il cane della notte dentro la parola

e il suo latrato è la lingua dell’indicibile

nulla più si sente oltre questo terribile

suono di sillabe e magma che Dio sbava.

E giunge Giotto col suo Dio che genera i figli

e la grande bocca di Saturno a masticare

un dio ci divora un altro ci caga

resta una scia di merda e cenere e strame

resta un’eco nella notte e un dio senza nome

e una mano che scrive e che arde ed è solo splendore.

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