Cronaca VI dopo 16 giorni di quarantena

 Decisamente stamattina va meglio, e dopo il terzo caffè mi sento carica per mettere in moto il cervello.

Ieri sera, internet era così lento da farmi chiudere tutto e andare a letto, accendere la TV e saltare da un canale all’altro, non sono abituata a guardare la televisione, pochi canali m’interessano e mi danno lo stimolo per restarci più di cinque minuti.

Mi addormento e sogno, non ve lo dico cosa ho sognato eh-eh-eh-eh-eh, che volete stare chiusa in casa fa brutti scherzi!

C’è il sole e mi metto un po’ in terrazza, c’è una meravigliosa aria primaverile, e il sole fa bene per la vitamina D, ma è meglio rientrare è freddina alle 9 di mattina.

Ieri ho letto un bel pezzo di Giorgio Cremaschi in cui parlava delle morti di tanti della sua generazione.

Avevo già realizzato nella mente, che stavamo perdendo una parte fondamentale del nostro passato recente. Io i nonni li ho conosciuti tutti e quattro, nonno Toselli è morto che avevo 6 anni, ma lo ricordo bene, alto longilineo, lo sguardo cupo, ma era di una dolcezza infinita, da noi bambine si faceva fare di tutto.

Nonna Lina, è morta quando avevo quindici anni, la sua morte è stata lacerante, ero legata a lei da un affetto immenso, e quando era ricoverata per il tumore che l’ha portata via, andavo quasi tutti i giorni uscita da scuola a trovarla all’ospedale. Non tornavo a casa, prendevo l’autobus e andavo in una clinica sopra Careggi, ricordo che volle della lana e l’uncinetto per farci le mantelline a noi quattro nipoti, è ancora nel mio cassetto custodita con grande affetto.

La nonna Letizia, lei era diversa, grande lavoratrice, era la nonna concreta, mai un regalo che non fosse utile, e sapeva raccontare le storie di lupi mannari, del pane, dei mostri e della raccolta del giaggiolo. Li ho mescolati i racconti, perché erano sempre alternati.

Nonno Santi, era incredibilmente tenero, sapeva la Divina Commedia a memoria, mi portava sempre in canna sulla sua bicicletta sui lungarni, ogni volta che veniva a trovarci, quasi tutti i giorni, ci portava sempre qualcosa, specie le favole incise sui 45 giri, da ascoltare sul giradischi che ci aveva regalato.

Ecco questo mancherà alle generazioni più giovani, il legame con il passato per guardare al futuro con i ricordi che fanno crescere.

Questa riflessione l’ho accennata a mia mamma, che mi ha detto è una bella cosa avere certi ricordi, io i nonni non li ho avuti, o almeno non erano così presenti e attenti, e quando ero bambina ne ho sofferto molto.

Questi nonni che cerchiamo di proteggere oggi, sono quelli di cui ci siamo dimenticati nei giorni passati a inseguire la nostra vita di corsa.

Quelli che abbiamo lasciati confinati nell’angolo perché pesanti da sopportare con i loro acciacchi e le loro paternali, che tutti i nonni hanno sempre fatto, ma che lasciavano il segno.

Ecco chissà se ci accorgeremo domani quando tutto questo sarà finito che abbiamo perso una parte fondamentale della nostra vita.

Devo smettere di pensare, altrimenti mi metto a piangere, come capita sovente ultimamente, prendo il pc e mi metto a scrivere, anzi no finisco i quindici giri che mi restano per fare il dietro del mio cappotto.

Mi rilassa, e mi fa ricordare quando le due nonne volevano insegnarmi a lavorare a maglia, io volevo fare altro, e hanno perso la speranza di vedermi sferruzzare, chissà se poi hanno capito che è stato anche il loro insegnamento che mi ha portato a intraprendere il lavoro di magliaia, creare campioni, e vestire le persone con un filo di lana.

Vo a fumare, i ricordi sono belli ma mi rendono malinconica.

I Nickelback smuovono il silenzio, ancora quella del piano di sopra non fa boom…boom…boom…se ci penso nemmeno ieri, mi sa che oggi non potrò evitare il suo saltellare. E sempre i Nicke, che vanno in cuffia, mi metto a stonare e via finisco di scrivere, dopo cambierò genere, musica che concentra la mia concentrazione, ah ah ah ah rido da sola per questa stronzata!

Va beh, vado a mettere giù qualche parola nel mio nuovo romanzo, che parte da Londra e arriva a Firenze…e poi non vi dico altro!

Intanto penso che domani mattina devo uscire, tabaccaio, giornalaio e poi indovinate cosa mi manca? I croissant ancora non li ho sperimentati!

Eccola…Boom…Boom…Boom… ormai mi fa compagnia!

Fioralba Focardi

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