Tu lo sai che sei poesia

C’è sempre una nuova poesia

Da scrivere per i poeti, solitari e nottambuli

In cerca di nuove emozioni, o forse,

per asciugare lacrime nascoste, sotto

milioni di parole come stelle

di un infinito distorto.

Ma, c’è una poesia che non ha bisogno di essere scritta

E io, che non sono poeta posso solo immaginarla,

Ha il colore dei tuoi occhi cangianti

Di  madreperla conchiglia arenata sulla sabbia.

C’è una poesia, ha il profumo dell’erba tagliata

In un giardino incantato tra fiori e frutti proibiti

Da raccogliere senza aver paura di peccare.

C’è una poesia, che smette di emozionare

Se ti lascio andare, e si spegne come una vecchia abat-jour

A cui è stata tolta l’anima

E vaga, vaga senza uno scopo apparente.

E tu lascia che io scriva parole

Che cantino ancora l’amore

Che sei, che non sai, che non vuoi

Lasciare andare ma solo vestire

Di pochi frugali baci

Lasciati sparsi sulla pelle dall’estate

all’inverno, a ogni  stagione

Polvere di tempo prezioso

di una partita giocata sul filo

di pochi semplici attimi a raccontare

di una storia scritta in poesia

perché tu lo sai che sei poesia, la mia.

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